SCENA 1 - EST. CAMPAGNA - NOTTE
Viene inquadrato un tipico scorcio campagnolo notturno, bagnato da una pioggia
torrenziale; il cielo, rischiarato sporadicamente da lampi, è nero come
l’inchiostro, mentre tuoni poderosi riempiono l’aria. Iniziano i primi titoli di
testa:
la Carambola Pictures presenta
Ad un tratto una figura attraversa rapidamente il nostro campo visivo, non
riusciamo però a vedere bene di che si tratta.
Con un rapido cambio di inquadratura, ora più allargata, vediamo che la figura
in questione è quella di un bambino all’incirca sui dieci anni, che corre in
cerca di un riparo dalla pioggia; la mdp lo segue nella sua corsa.
un film di Sam Mendes
Jim Carrey
Seguendo la corsa del ragazzino, che ancora non vediamo in faccia, scorgiamo in
un campo la sagoma di uno spaventapasseri, la mdp si sofferma su di esso per un
paio di secondi.
Lo Spaventapasseri e il suo servitore
Riprendiamo a seguire il bambino, che scorgendo un fienile diroccato poco più
avanti, si precipita al suo interno, in cerca di un luogo asciutto.
SCENA 2 - INT./EST. FIENILE - NOTTE
La porta del fienile si apre cigolando ed entra il bambino, che finalmente
riusciamo a vedere in faccia (Hunter Clary); è bagnato fradicio, la faccia
stravolta dalla stanchezza e si muove all’interno del fienile con aria spaesata.
Hunter Clary
John Lithgow
Paul Sorvino
Il rifugio non è certo dei più accoglienti: alcune assi sono marcite per
l’umidità; la pioggia filtra attraverso le crepe del tetto e la paglia è sparsa
sul pavimento, madida di pioggia.
Ron Perlman
Christopher Lloyd
Olympia Dukakis
George Dzundza
Il bambino si muove lentamente, in cerca di un punto più asciutto possibile, e
sembra trovarlo su un mucchio di paglia, ci si sdraia sopra, si copre con un
vecchio e logoro telo trovato lì vicino e si addormenta, sfinito.
Abraham Benrubi
Mark Margolis
Rosemary Harris
Gloria Stuart
Con uno stacco, la mdp ritorna all’esterno e riprende a inquadrare lo
spaventapasseri.
e con Dustin Hoffman nel ruolo del giudice
Vediamo inquadrato lo spaventapasseri, il suo aspetto non ha nulla di
eccezionale: giacca segnata dal tempo, una vecchia camicia, dei pantaloni lisi
tenuti su con uno spago e la testa che ricade mollemente in avanti, coperta da
un cappello.
tratto dall’omonimo romanzo di Philip Pullman
Improvvisamente, un fulmine colpisce in pieno la struttura di legno che
sosteneva lo spaventapasseri, seguito da un tuono assordante. Il rumore è
talmente forte che, attraverso un rapido stacco, assistiamo al rapido risveglio
del bambino, che si mette a sedere terrorizzato; poi, dopo aver constatato la
natura del rumore, si rimette a dormire, restando comunque piuttosto inquieto.
sceneggiatura di Davide Clerici
Ritorniamo allo spaventapasseri: attorno a lui c’è una zona di terra bruciata
causata dalla caduta del fulmine, ma non è questo ciò che colpisce la nostra
attenzione. Notiamo, infatti, che lo spaventapasseri si sta muovendo
leggermente; vediamo le sue mani coperte da vecchi guanti piegare le dita e la
testa dondolare impercettibilmente. Con in sottofondo il tema introduttivo del
“Requiem dies irae” di Giuseppe Verdi, la mdp passa ora a inquadrare lo
spaventapasseri frontalmente e in primo piano; lo vediamo così alzare lentamente
la sua testa di sacco ripiena di paglia, mostrandoci così il suo volto (Jim
Carrey). Lo spaventapasseri spalanca la bocca come se fosse in procinto di
urlare, la scena è resa più spettrale dalla caduta di un fulmine che illumina
parzialmente la notte, finchè non ci rendiamo conto che tutto quello che fa è un
semplice sbadiglio; poi muove la testa lentamente, come se si svegliasse da un
lungo sonno finchè, ad un tratto, sembra rendersi conto di essere in grado di
muoversi e si guarda attorno con una felice incredulità.
SPAVENTAPASSERI (ENTUSIASTA)
Fantastico!
Lo spaventapasseri cerca di muoversi, ma non può farlo, perchè la sua unica
gamba è piantata nel terreno; cerca allora di dare degli scossoni alla struttura
in legno che lo trattiene, la quale però cede d’improvviso, facendolo cadere in
avanti con un urlo e facendolo scomparire dalla nostra visuale.
SPAVENTAPASSERI (F.C.)
Dannazione...
La musica in sottofondo termina.
regia di Sam Mendes
DISSOLVENZA IN NERO
SCENA 3 - EST. CAMPAGNA - GIORNO
La campagna inquadrata è la medesima che era sferzata dalla pioggia la sera
precedente. La mdp torna a inquadrare la porta del fienile che viene aperta
lentamente dal bambino, il quale esce con gli occhi semichiusi, cercando di
abituarsi alla luce del sole.
Una volta abituato alla luce, il bambino ricomincia a camminare per la strada
sterrata finchè un urlo richiama la sua intenzione.
VOCE MASCHILE (F.C.)
Aiuto!!!
Il bambino, guardandosi attorno allarmato, cerca di localizzare la voce, che si
fa sentire per la seconda volta.
VOCE MASCHILE (F.C.)
Aìta!!! Chi ode questo grido mi soccorra!!!
Il bambino si volta, finalmente, verso un campo nel quale vede una figura
riversa nel fango. Scavalcando il recinto, il ragazzino si fa faticosamente
strada nel campo, finchè non si accorge, non senza stupore, che a chiedere aiuto
è uno spaventapasseri, steso a faccia in giù nel fango. Piegandosi sulle
ginocchia, il bambino osserva incuriosito il fantoccio, quando questi alza di
scatto la testa, guardando il bambino e spaventandolo.
SPAVENTAPASSERI (SOLLEVATO)
Oh, finalmente! Ascolta giovanotto, mi trovo in una situazione piuttosto
imbarazzante, se mi potessi trarre d’impaccio te ne sarei davvero grato...
Il bambino osserva lo spaventapasseri con gli occhi sgranati, tuttavia annuisce
alla richiesta di questi.
SPAVENTAPASSERI (C.S.)
Perfetto, ascolta... come ti chiami?
BAMBINO (CONFUSO)
Jack...
SPAVENTAPASSERI
Jack, vedi per caso qualche uccello in giro? Passeri, merli, corvi o simili?
Sai, non posso farmi vedere così conciato dal nemico.
Jack si guarda attorno.
JACK
No... neanche l’ombra.
SPAVENTAPASSERI (SPREZZANTE)
Ah! Fantastico! So essere minaccioso anche così! Ora gentilmente mi rimetteresti
in piedi?
Sempre perplesso, Jack annuisce e, con una certa fatica, riesce a rialzare lo
spaventapasseri dalla sua scomoda posizione.
SPAVENTAPASSERI
Molto meglio. Adesso però mi occorre una seconda gamba. Jack, saresti così
gentile da sfilare il bastone che mi blocca le braccia e infilarlo nella gamba
vuota dei calzoni?
Jack continua a fissare basito lo spaventapasseri, ma nonostante tutto ubbidisce
alla richiesta: sfila con estrema facilità il bastone dalle maniche e fa per
inserirlo nella gamba vuota dei calzoni, quando questi gli scappa dalle mani per
inserirsi da solo.
Ora che possiede anche una seconda gamba, lo spaventapasseri la fa ruotare
lentamente, ammirandola soddisfatto, ma quando la pone a terra, ecco che
anch’essa affonda nel fango.
Lo spaventapasseri osserva sconsolato la faccenda, poi si volta verso Jack.
SPAVENTAPASSERI
Ascolta, ragazzo, ho una proposta da farti. Ti piacerebbe diventare il servitore
di un ricco possidente terriero?
JACK
Oh beh, suppongo di sì, ma di chi si tratta?
SPAVENTAPASSERI
Ma di me, è ovvio! Sono lord Spaventapasseri, tenutario di Valle delle Sorgenti.
Se accetterai, il tuo compito sarà quello di seguirmi in giro per il mondo e
provvedere ai miei bisogni. Non posso prometterti molto, ragazzo, se non
un’eterna gloria e una vita avventurosa. Che mi dici?
Lo Spaventapasseri tende la mano verso Jack; il ragazzino appare inizialmente
titubante, poi si apre in un sorriso.
JACK (ENTUSIASTA)
Accetto, padrone!
La mdp inquadra la mano di Jack stringere quella dello Spaventapasseri, per poi
riprendere a inquadrare i due.
SPAVENTAPASSERI (ENFATICO)
Eccellente, ragazzo! Ora sei pronto a intraprendere la tua prima missione?!
JACK
Certo, mio signore, cosa devo fare?
Lo Spaventapasseri avvicina la sua testa a quella di Jack e sussurra.
SPAVENTAPASSERI (IMBARAZZATO)
Mi tireresti fuori da questo pantano?
Improvvisamente, sul fermo immagine della scena, udiamo una voce maschile fuori
campo, che non appartiene a nessuno dei due personaggi.
VOCE UOMO (F.C.)
Ma finiamola con queste baggianate!
SCENA 4 - INT. TRIBUNALE - GIORNO
La mdp inquadra un giudice (Dustin Hoffman), in tunica nera e parrucca bianca,
sta parlando con Jack che si trova in piedi di fronte al palchetto del giudice,
che sembra insolitamente alto e stretto. Al tavolo degli imputati vediamo lo
Spaventapasseri, seduto con le gambe rigide, e con un ombrello al posto della
mano sinistra; il tribunale è gremito di gente.
GIUDICE (STIZZITO)
Tu vorresti farmi credere che hai aiutato uno spaventapasseri a trovare una
seconda gamba, per poi accettare di diventare il suo servitore, come se fosse la
cosa più normale del mondo?
JACK (IN IMBARAZZO)
Beh, sì... ammetto che messa così può sembrare strano...
GIUDICE (C.S.)
Strano?! E’ completamente folle! E perchè il tuo nome è Jack? Non sarai
straniero, per caso?
JACK (C.S.)
No, ma...
GIUDICE (INTERROMPENDOLO)
Ah, risparmiati le scuse! Prosegui con la tua storia per quanto può servire...
Jack deglutisce nervosamente.
JACK (C.S.)
Sì, vostro onore. Come stavo dicendo, dopo aver disincagliato lord
Spaventapasseri dal fango e portato sulla strada...
SCENA 5 - EST. CAMPAGNA - GIORNO
Vediamo lo Spaventapasseri camminare per la strada sterrata con Jack al suo
fianco; la sua camminata è piuttosto goffa, essendo le gambe totalmente rigide
ed essendo privo di entrambi i piedi, ma ciò non gli impedisce di muoversi con
rapidità.
SPAVENTAPASSERI
Forse preferiresti andare ad avvisare i tuoi genitori prima di partire, Jack?
Possiamo andare a casa tua se è di strada...
Il volto di Jack diventa triste d’improvviso.
JACK (TRISTE)
Oh io... io non ho più i genitori, mio signore. Li ho persi a causa della
guerra...
SPAVENTAPASSERI (PERPLESSO)
Guerra? E che cos’è?
Un rapido flash-back in bianco e nero ci mostra Jack giocare su un prato, poco
lontano da una piccola casa di mattoni. All’improvviso la casa viene colpita da
una palla di cannone e viene totalmente demolita, la mdp inquadra il volto di
Jack esplodere in un disperato urlo muto.
Alla fine del flash-back, vediamo Jack fermarsi e fissare la strada, gli occhi
pieni di lacrime; lo Spaventapasseri lo vede e gli si avvicina.
SPAVENTAPASSERI (CORDIALE)
Ehy, coraggio! Se ti può essere di conforto io i genitori proprio non li ho mai
avuti...
Jack osserva lo Spaventapasseri, in qualche modo le sue parole così piene di
ingenuità hanno in parte placato la sua tristezza.
SPAVENTAPASSERI (C.S.)
... ma se resterai con me non dovrai preoccuparti di nulla perchè ci sarò io a
proteggerti.
Jack sorride e annuisce, l’ottimismo quasi infantile dello Spaventapasseri è
proprio quello di cui aveva bisogno, per tirarsi su di morale.
Con una dissolvenza incrociata vediamo i due muoversi per la campagna, solo che
ora il sole sta tramontando. Passando vicino a un orto pieno di insalata, lo
Spaventapasseri vede un altro fantoccio piantato in mezzo al campo.
SPAVENTAPASSERI (SALUTANDO)
Hey collega!
Il secondo spaventapasseri, ovviamente, rimane totalmente immobile, mentre Jack
osserva la lattuga nel campo e un sordo borbottìo da fame proviene dal suo
stomaco. Lo Spaventapasseri tuttavia, non sembra offeso dal mancato saluto, anzi
indica il suo “collega” a Jack con un certo orgoglio.
SPAVENTAPASSERI (FIERO)
Hai visto, Jack? Quella è ciò che chiamo dedizione al lavoro; non si fa
distrarre da nulla. Lascia che te lo dica, ma spaventapasseri come lui e me non
se ne vedono tanti in giro, ormai.
JACK
Beh in effetti, voi siete il primo del vostro genere che mi capita di vedere...
Un pianto sommesso attira l’attenzione di Jack e lo Spaventapasseri. Si tratta
di una vecchina (Gloria Stuart) vestita poveramente e seduta per terra, che
guarda un paniere rovesciato per strada e tutte le sue provviste sparse attorno.
Quando lo Spaventapasseri e Jack arrivano da lei, la vecchina osserva il primo
con una certa inquietudine, ma quando questi le offre la mano per alzarsi, lei
gli tende la sua, seppur con una certa diffidenza.
SPAVENTAPASSERI (CORTESE)
Signora mia, quale uccello è stata a farla cadere?
VECCHINA (CONFUSA)
Oh... beh... vede... signore, ma non sono stati degli uccelli, ma dei briganti.
Lo Spaventapasseri sgrana gli occhi e si rivolge a Jack, che intanto sta
rimettendo le cibarie della donna nel cesto, con una fame sempre crescente.
SPAVENTAPASSERI (BASITO)
Briganti? Hey, Jack, che tu sappia questi “briganti” sono pericolosi come gli
uccelli?
JACK
Oh decisamente di più, padrone.
Alla frase di Jack, lo Spaventapasseri è ancora più stupito di quanto non lo
fosse prima.
SPAVENTAPASSERI (COLPITO)
Ma pensa...
SCENA 6 - INT. TRIBUNALE - GIORNO
Rivediamo Jack in piedi, davanti dal giudice.
JACK
Dovete sapere, vostro onore, che dopo le razzìe dei soldati erano venuti i
briganti, depredando, uccidendo e accaparrandosi ciò che più volevano. Inoltre
il capo di quei delinquenti è mezzo imparentato con i Buffaloni, una famiglia
molto potente, e quindi godono anche di protezioni pol...
Jack si ferma di colpo, interdetto. La mdp inquadra il giudice sul suo palchetto
e vediamo per la prima volta una targhetta: “Giudice C. Buffaloni”. Jack fissa
il giudice, muovendo lentamente le labbra ma non emettendo suono.
GIUDICE (STIZZITO)
Allora, stavi dicendo di questa famiglia?
JACK (BALBETTANDO)
Beh... beh... ecco...
Lo Spaventapasseri socchiude gli occhi, per poi spalancarli e indicare il
giudice.
SPAVENTAPASSERI (SORRIDENDO)
Ehy, si chiama come loro!
Brusìo tra la gente nel tribunale; il giudice batte violentemente il
martelletto.
GIUDICE (NERVOSO)
Silenzio! O faccio sgombrare l’aula! E tu ragazzino vedi di continuare questa
storia!
JACK (ANNUENDO)
Sì, vostro onore. Allora mentre stavamo aiutando la vecchina...
SCENA 7 - EST. CAMPAGNA - TRAMONTO/NOTTE
Ora la vecchina è in piedi con il cesto di paglia sotto il braccio.
VECCHINA (ALLO SPAVENTAPASSERI)
Oh, grazie messere, ce ne fossero di più di persone dabbene come voi di questi
tempi...
SPAVENTAPASSERI (CERIMONIOSO)
La mia è una missione, mia signora, è il compito di ogni buon cavaliere.
Jack, intanto ha in mano un’enorme fetta di formaggio e la fissa con occhi
sognanti.
JACK
Vi... vi è caduto questo, signora.
La vecchina si volta, vede il formaggio e lesta lo afferra ponendolo nel
cestino.
VECCHINA (SORRIDENDO)
Grazie, giovanotto, sarebbe stato un peccato se fosse andato perduto.
JACK (AFFAMATO)
Ha un’aria molto appetitosa.
VECCHINA (C.S.)
E lo è davvero, è pecorino stagionato al punto giusto. Questo con un po’ di pane
casereccio e della birra fresca va giù che è una meraviglia.
Jack si umetta le labbra.
JACK (C.S.)
E non ha con sè queste cose?
VECCHINA (C.S.)
Eh no, purtroppo, non qui almeno, ma a casa mia sì...
La vecchina si gira indicando la strada da dove Jack e lo Spaventapasseri sono
venuti.
VECCHINA (C.S.)
Vedi? E’ quella vecchia cascina, a un centinaio di metri da qua...
La vecchina resta in silenzio per qualche secondo, guardando la casa, poi si
volta verso lo Spaventapasseri e Jack.
VECCHINA (C.S.)
Beh ora devo andare, grazie mille signori.
SPAVENTAPASSERI (ALZANDO IL CAPPELLO)
Arrivederci signora.
Così, mentre la vecchina si allontana, lo Spaventapasseri si muove in direzione
opposta, sotto lo sguardo affranto e affamato di Jack.
Ormai il sole è quasi del tutto tramontato, ma i due avventurieri continuano a
camminare, solo che Jack appare totalmente stravolto.
JACK
Padrone, per carità, fermiamoci, ho bisogno di mangiare e di bere...
SPAVENTAPASSERI (PERPLESSO)
Sul serio? Io non sento necessità nè dell’uno nè dell’altro. Comunque sono
sicuro che c’è una sorgente lassù.
Lo Spaventapasseri indica un punto fuori campo, la mdp segue il suo dito, per
mostrarci una rocca in rovina, solo una torre è rimasta in piedi, avvolta
nell’edera; Jack osserva la rocca piuttosto impaurito.
JACK (INQUIETO)
E’... sicuro di quello che dice?
SPAVENTAPASSERI (TRACOTANTE)
Ma certo! Sono o non sono il padrone di Valle delle Sorgenti?! Saprò bene dove
ce n’è una!
Detto questo, lo Spaventapasseri si muove sul sentiero della collina, seguito
ovviamente da Jack. Arrivati in cima lo Spaventapasseri si ferma e incrocia le
braccia con aria soddisfatta.
SPAVENTAPASSERI
Visto? Che ti avevo detto?
La mdp inquadra uno zampillo d’acqua che scaturisce da delle rocce formando una
pozza cristallina. Il viso di Jack si illumina e si fionda verso la sorgente,
immergendo il volto nell’acqua e bevendo a sazietà. Una volta rialzata la testa,
Jack si sdraia per terra respirando con soddisfazione.
SPAVENTAPASSERI (F.C.)
Jack! Hey Jack!
Jack alza lo sguardo e vede lo Spaventapasseri davanti alla porta della torra, è
aperta.
SPAVENTAPASSERI
Vieni a vedere un po’...
Incuriosito, Jack si alza e si avvicina alla porta, quello che vede lo fa
trasalire: all’interno della torre si trova un vero e proprio arsenale di
fucili, pistole spade e coltelli; ma anche forzieri ricolmi di monete e pietre
preziose; ma ciò che più colpisce il ragazzino è l’enorme quantità di cibo che
vi trova all’interno tra prosciutti, salsicce, formaggi, frutti e verdure d’ogni
genere.
SCENA 8 - INT. TRIBUNALE - GIORNO
Vediamo ancora Jack intento a raccontare al giudice quanto ha visto nella torre,
parlando del cibo i suoi occhi si illuminano.
JACK
Una quantità di cibo come mai ne avevo mai vista, vostro onore, e di una
squisitezza tale che...
GIUDICE (INTERROMPENDOLO)
Ah! Quindi ammetti di essere entrato all’interno della torre e di aver mangiato
il cibo che vi si trovava, vero?
JACK (PERPLESSO)
Beh, solo un tortino di zucca... però...
GIUDICE (C.S.)
Però, però! Questa è violazione di proprietà privata con annessa appropiazione
indebita, giovanotto! Ti conviene fermarti qui col tuo racconto, per ora.
Il giudice fa cenno a Jack di tornare al banco degli imputati, per poi
rivolgersi all’avvocato accusatore (John Lithgow), un uomo in tonaca nera, coi
capelli bianchi e un’ampia stempiatura, i baffi ben curati e un pizzetto a punta
del medesimo colore di baffi e capelli. Quando il giudice gli parla, però, il
suo tono è molto più garbato di quello usato con Jack.
GIUDICE (CORDIALE)
Avvocato Cercorelli, vuole essere così gentile da cominciare la sua arringa?
CERCORELLI (SERVILE)
La ringrazio, vostro onore, e inizierei chiamando il mio primo testimone, se me
lo consentite...
GIUDICE (C.S.)
Ma prego, ci mancherebbe.
Cercorelli si volta verso il portone del tribunale, la mdp gli si avvicina con
uno zoom lento.
CERCORELLI (AD ALTA VOCE)
Chiamo a testimoniare il signor Gasparone!
Il nome di questo signor Gasparone viene ripetuto da uno dei gendarmi al
portone, poi da un altro, fuori campo, e così via per un paio di volte; passano
pochi secondi quando, nel silenzio generale, udiamo una serie di tonfi sordi che
si fanno via via più forti, tanto che il calamaio del cancelliere inizia a
tremolare e a buttare fuori piccole gocce d’inchiostro, finchè ecco apparire il
signor Gasparone (Abraham Benrubi): è un uomo enorme, vestito in abiti scuri e
impolverati, con un ampio mantello e un cappello piumato; un paio di lunghi
baffi neri e appuntiti arricciati verso l’alto e con un vasto assortimento di
armi addosso.
GASPARONE (MINACCIOSO)
Eccomi.
GIUDICE
Eh no! Questo è un tribunale, non un tiro a segno! Tutte le armi vanno lasciate
sul tavolo all’ingresso, per poi ritirarle solo a deposizione avvenuta.
Un gendarme si avvicina a Gasparone, che si sfila ben tre pistole dalla cintura,
un archibugio da dietro la schiena, quattro coltelli di cui due legati agli
avambraggi e due negli stivali, due cinturoni di pallottole incrociati sul petto
e un tirapugni di ferro nascosto in tasca. Il gendarme raccoglie il tutto e lo
pone diligentemente sulla tavola, per poi voltarsi verso Gasparone facendogli
cenno di consegnargli tutto. L’energumeno alza le braccia, come a dire di non
avere più nulla, ma il gendarme impassibile indica il cappello; Gasparone,
imbarazzato, se lo leva e sfila dall’interno una pistola piccolissima.
GASPARONE (RISENTITO)
Sì però questa è per legittima difesa...
Il gendarme prende la pistola e l’appoggia sul tavolo. Passano pochi secondi
quando il tavolo inizia a cigolare sommessamente; il suono cresce d’intensità,
finchè il tavolo non si spezza in due a causa del peso eccessivo delle armi;
intanto Gasparone si reca al tavolo dei testimoni, si siede e fissa con astio
Jack e lo Spaventapasseri, che dal canto suo gli fa un cenno di saluto con la
mano.
CERCORELLI
Signor Gasparone, può cortesemente dirci quando ha avuto a che fare con i due
accusati?
GASPARONE
Certamente, lo ricordo come fosse ieri. Io e miei soci in affari stavamo
tornando dal nostro consueto giro per la campagna a cavallo...
SCENA 9 - EST./INT. TORRE - NOTTE
Vediamo Gasparone cavalcare un enorme cavallo nero, attorniato da una decina di
loschi individui, anche loro armati fino ai denti come lui. Nella loro
cavalcata, mostrataci al rallentatore li vediamo ridere sguaiatamente, intenti a
razziare e saccheggiare poveri contadini inermi e dare fuoco alle loro case, in
sottofondo sentiamo “Interno con figure e luci” degli Area.
Nel frattempo, all’interno della rocca, Jack è intento ad affondare i denti nel
famoso tortino di zucca, mentre lo Spaventapasseri si muove con la sua camminata
rigida. Ad un tratto, qualcosa fra i rampicanti attira la sua attenzione;
allungando la mano tra il fogliame, lo Spaventapasseri ne estrae qualcosa che
ancora non ci è dato vedere, lo osserva con attenzione, poi si volta verso Jack
con aria entusiasta.
SPAVENTAPASSERI
Jack! Vieni a vedere!
Con la faccia sporca di zucca, Jack si avvicina allo Spaventapasseri, che sta
tenendo in mano un piccolo uccellino
JACK (PERPLESSO)
Cos’è?
SPAVENTAPASSERI
Questo, ragazzo, è un piccolo di gufo. Deve essere caduto da un nido qui da
qualche parte.
Alzando lo sguardo, lo Spaventapasseri vede infatti un nido vuoto posto su
un’architrave della torre.
SPAVENTAPASSERI (FIERO)
Eccolo là infatti! Adesso non devo fare altro che arrampicarmi e rimettercelo.
JACK (C.S.)
Ma, padrone, perchè...
La frase di Jack viene interrotta da un forte rumore proveniente da fuori,
avvicinatosi con cautela a una crepa nel muro, Jack osserva l’arrivo di
Gasparone e dei suoi complici a cavallo: li vede fermare i cavalli, gettare a
terra i sacchi pieni di refurtiva e smontare dai loro destireri con risate
sguaiate.
JACK (TERRORIZZATO)
Oh no...
SPAVENTAPASSERI
Che succede?
JACK (C.S.)
Briganti!
SPAVENTAPASSERI
Quali, quelli più pericolosi degli uccelli?
JACK (C.S.)
Esatto! Sono appena arrivati e quando entreranno ci scopriranno!
SPAVENTAPASSERI (SERAFICO)
Ma non devi preoccuparti! Se sono pericolosi come gli uccelli basterà
spaventarli...
Intanto, fuori dalla torre, i briganti hanno ripreso i loro sacchi da terra e li
issano sulle loro spalle.
BRIGANTE 1
Grande bottino quello di oggi!
BRIGANTE 2
Già, e anche uno dei più facili, neanche una testa mozzata!
GASPARONE
Parlate per voi, io la mia decapitazione quotidiana l’ho fatta!
Rozze risate accompagnano a frase del capo dei briganti, mentre la scena torna
all’interno della torre, dove Jack cerca di convincere lo Spaventapasseri a
desistere dal suo piano.
JACK
Quelli non sono come gli uccelli, signore! Sono spietati e non si faranno certo
intimidire da noi!
SPAVENTAPASSERI
Sciocchezze! Ho un piano che non può fallire! Io mi metto qui, quando loro
arrivano tu li distrai per un po’ e poi li indirizzi da me.
JACK (SPAVENTATO)
Cosa?! Ma come potrei...
SPAVENTAPASSERI
Non preoccuparti! Sono certo che qualcosa troverai...
Detto questo lo Spaventapasseri si mette in un angolo della stanza, nella tipica
posizione degli spaventapasseri. Proprio in quel momento la porta della torre si
spalanca e i briganti capeggiati da Gasparone fanno il loro ingresso, trovandosi
di fronte il povero Jack, immobilizzato dal panico.
GASPARONE (MINACCIOSO)
E tu chi sei?
JACK (IMPAURITO)
S... salve signori.
BRIGANTE 1 (ESTRAENDO UN COLTELLO)
Facciamolo a pezzi e pappiamocelo!
Jack è terrorizzato alla vista del pugnale, ma ecco che Gasparone blocca al volo
il braccio del brigante.
GASPARONE
Fermo lì, idiota, è solo un bambino...
Jack tira un sospiro di sollievo.
GASPARONE (CONTINUANDO LA FRASE)
... non basta per tutti.
Altre risate feroci da parte di Gasparone e i suoi uomini, mentre Jack
impallidisce visibilmente. Con un gesto della mano, Gasparone mette tutti i suoi
uomini a tacere e torna a rivolgersi a Jack.
GASPARONE (MINACCIOSO)
Allora! Chi sei e cosa ci fai qui?!
JACK (SPAVENTATO)
Io... io sono qui a darvi il benvenuto nel castello del mio padrone...
GASPARONE (C.S.)
Padrone? Io sono l’unico padrone di questa rocca! Di chi stai parlando?!
Jack non parla, ma si limita ad indicare lo Spaventapasseri con la mano destra.
Gasparone e i suoi uomini si voltano e restano interdetti da ciò che vedono.
GASPARONE (CONFUSO)
Ma che diavolo...?
Gasparone si muove verso lo Spaventapasseri, poi si volta verso i suoi uomini.
GASPARONE (RINGHIANDO)
Chi è l’idiota che si è portato via questo coso durante un saccheggio?!
Gli uomini fanno cenno di non saperlo, anzi appaiono molto perplessi. Gasparone,
dal canto suo, si avvicina allo Spaventapasseri osservandolo con attenzione,
finchè questi non alza la testa di scatto, sorridendo.
SPAVENTAPASSERI (CORDIALE)
Salve.
Gasparone fa un balzo indietro, mentre i briganti appaiono visibilmente
intimoriti.
BRIGANTE 1 (SPAVENTATO)
Stregoneria!!!
GASPARONE (C.S.)
Ma quale stregoneria, stupido! E’ un tizio travestito e ora te lo dimostro!
Gasparone afferra la sua spada e, lesto, la usa per trapassare il “torace” dello
Spaventapasseri, che però non sente alcun dolore, essendo fatto di paglia,
inoltre dal suo corpo non scorre neanche una goccia di sangue.
Gasparone cambia visibilmente espressione e lascia la presa sulla spada,
lasciandola infilzata nello Spaventapasseri; questi la osserva un attimo, per
poi sfilarsela da solo e porgerla al brigante.
SPAVENTAPASSERI (CORDIALE)
Credo che questa sia sua...
Gasparone e i suoi compari iniziano a strillare all’unisono e si lanciano in una
fuga precipitosa fuori dalla torre, la foga è talmente tanta da scardinare
persino la porta di ingresso.
SCENA 10 - INT. TRIBUNALE - GIORNO
Vediamo Gasparone al banco dei testimoni, la sua espressione è quella di un
bambino piagnucolante, ma si vede chiaramente che si tratta di una finta.
GASPARONE (TRA LE FALSE LACRIME)
... quando poi siamo rientrati nella torre... abbiamo visto che le provviste
erano state saccheggiate...
Gasparone tira fuori un fazzoletto grande come un lenzuolo e ci si soffia
abbondantemente il naso.
GASPARONE (C.S.)
... da allora, per lo spavento subito e per il dolore del furto non ho più
voluto metterci piede.
Gasparone esplode in un fintissimo pianto a dirotto, mentre la gente della
giuria lo guarda emettendo un “ooh” di compassione. Vediamo che anche il giudice
ha estratto un fazzoletto bianco e si tampona leggermente gli occhi con la
punta.
GIUDICE (FINTAMENTE COMMOSSO)
Questa è davvero la storia più triste che abbia mai udito.
Il giudice torna poi a osservare Jack e lo Spaventapasseri, il suo tono ora è lo
stesso di prima.
GIUDICE (SEVERO)
Sarete soddisfatti, immagino! Avete privato un bravuomo del suo cibo, lo avete
allontanato dalla propria dimora e avete spaventato a morte i suoi amici più
cari! Dovreste vergognarvene!
Il giudice torna a parlare con Gasparone. Il suo tono è molto più gentile e gli
mette, perfino, una mano sulla spalla.
GIUDICE (COMPRENSIVO)
E’ tutto a posto, Gasparone, grazie per la testimonianza. Recupera pure tutte le
armi e ringrazia tua madre per i biscotti.
Gasparone si alza dal banco, sempre col fazzoletto-lenzuolo in mano.
GASPARONE (C.S.)
Arrivederci, zio.
Ora il giudice riprende a osservare Jack, puntandogli contro il martelletto.
GIUDICE (SEVERO)
In quanto a te, piccolo criminale, dovrei sbatterti ai lavori forzati fino alla
maggiore età, ma voglio lasciarti continuare la storia, così le illustri persone
della giuria si renderanno conto di che razza di bieco individuo tu sia!
STACCO
SCENA 11 - INT./EST. TORRE - ALBA
Vediamo Jack intento a guardare verso l’alto, con uno sguardo piuttosto
preoccupato.
JACK
Stia attento, padrone! Stare così in alto può essere pericoloso!
Vediamo, infatti, lo Spaventapasseri intento a porre il pulcino nel nido
sull’architrave, tenendosi alla pianta di edera.
SPAVENTAPASSERI
Non preoccuparti, Jack, metto a posto il piccolo e scendo in un attimo!
Appena messo l’uccellino a posto, però, ecco che i rami dell’edera si rompono e
lo Spaventapasseri perde la presa. Con un urlo di sorpresa vediamo il corpo
dello Spaventapasseri attraversare lo schermo dall’alto verso il basso, cadendo
proprio di fronte a Jack. Passano un paio di secondi e vediamo il braccio dello
Spaventapasseri alzarsi con il pollice levato in alto.
SPAVENTAPASSERI (TRANQUILLO)
Sto bene.
Con un breve stacco vediamo Jack e lo Spaventapasseri nuovamente in viaggio per
le stradine di campagna. Jack porta sulle spalle un fagotto bello pieno e
vediamo che da esso pende una fila di salsicce.
JACK
Mi tolga una curiosità, padrone, perchè ha voluto rimettere a posto quel
gufetto, dato che gli uccelli le sono nemici?
Lo Spaventapasseri osserva Jack, stavolta la sua espressione è molto più seria
rispetto a quella scanzonata a cui siamo abituati.
SPAVENTAPASSERI
Perchè quel piccolo era un essere completamente indifeso, Jack. E’ vero, gli
uccelli sono miei nemici, ma bisogna sempre aver rispetto dei propri avversari e
non potrei mai fare del male ai loro piccoli.
Jack osserva il suo padrone con uno sguardo misto di stupore e ammirazione al
sentire le sue parole.
Una piccola dissolvenza ci mostra i nostri due eroi sempre in marcia, solo che
adesso il sole è più alto e nel paesaggio campagnolo ora appaiono un numero
crescente di case, finchè dei rumori di festa non attirano la loro attenzione.
In fondo alla strada, infatti, vediamo un allegro paesotto di campagna, con le
case agghindate con festoni e coccarde. Altro rapido stacco ed ecco Jack e lo
Spaventapasseri muoversi nella cittadina, osservando le bancarelle che vendono
vari oggetti e osservando la gente di passaggio, che a sua volta osserva lo
Spaventapasseri con notevole perplessità.
Ad un tratto l’attenzione dello Spaventapasseri viene attirata da un’enorme
voliera, che espone una notevole quantità di uccelli.
SPAVENTAPASSERI
Osserva, Jack, prigionieri di guerra. Tutti catturati da miei illustri colleghi,
probabilmente. Suppongo li stiano rimandando ai loro paesi.
Jack osserva la gabbia, poi si rivolge allo Spaventapasseri.
JACK
Non credo, mio signore, temo che anzi la gente li comprerà e li terrà nelle
gabbie per sentirli cantare.
Lo Spaventapasseri guarda Jack con profondo stupore.
SPAVENTAPASSERI (SCIOCCATO)
Che cosa? Ma scherzi! Nessuno farebbe mai una cosa del genere, sarebbe
disonorevole!
La voce di un uomo interrompe il dialogo dei due; si tratta di un annunciatore
che sta leggendo con voce enfatica qualcosa scritto su un foglio.
ANNUNCIATORE (GRIDANDO)
Attenzione, attenzione! Si vuole comunicare che oggi, nel primo pomeriggio e al
tramonto, andrà in scena il dramma avventuroso “La tragica storia di Arlecchino
e della regina Didone” per mano della compagnia itinerante Rigatelli! Azione e
batticuore con grandiosi effetti speciali e giochi pirotecnici! Accorrete
numerosi!
Sul volto dello Spaventapasseri appare un immenso sorriso di gioia e si volta
verso Jack afferrandogli le spalle.
SPAVENTAPASSERI (AL SETTIMO CIELO)
Hai sentito? Dev’essere bellissimo! Dobbiamo assolutamente vederlo!
JACK
Ma occorrono soldi per poterlo vedere... e noi non ne abbiamo.
SPAVENTAPASSERI (SERAFICO)
In questo caso, non dovremo far altro che offrire i nostri servigi alla
compagnia teatrale, vieni con me.
Lo Spaventapasseri tira Jack per un braccio, quando l’immagine si blocca e
udiamo la voce dell’avvocato Cercorelli.
CERCORELLI (F.C.)
E qui vi volevo!
SCENA 12 - INT. TRIBUNALE - GIORNO
Ritorniamo al processo, vediamo Cercorelli muoversi verso il giudice con ampie
falcate, indicando minacciosamente Jack, a pochi passi da lui.
CERCORELLI (ENFATICO)
Vostro onore! Ho testimonianze più che attendibili che possono attestare come
questi due individui, dopo gli eventi della rocca, abbiano scatenato la loro
follia distruttiva anche in quel tranquillo paesino!
Parte un “ooh” di disapprovazione da parte della gente che osserva il processo,
Jack tenta di rispondere.
JACK
Ma non ho ancora finito di raccontare...
Il giudice batte sul bancone col martelletto.
GIUDICE (SECCO)
Silenzio! Non ti hanno insegnato che è maleducazione interrompere chi sta
parlando?
JACK
Ma ha iniziato lui!
GIUDICE (C.S.)
Tu sei solo un bambino! L’avvocato Cercorelli invece è un uomo serio e
responsabile che deve fare il suo lavoro per sbattervi in galera, quindi fallo
parlare! (si rivolge all’avvocato con un tono gentile) Prosegua pure, avvocato,
e perdoni l’interruzione del moccioso.
CERCORELLI (SERVILE)
Grazie molte, vostro onore. Voglio chiamare a deporre il mio secondo
testimone...
Cercorelli si schiarisce la voce, dopodichè inizia a parlare come un imbonitore
alle fiere di paese.
CERCORELLI
Signore, signori, membri della giuria, vostro onore, è con grande piacere che
invito a deporre il più grande artista del mondo, reduce dai trionfi di Parigi,
Venezia, Madrid e Costantinopoli... il signor Ruggero Rigatelli!
Tutta la gente, compreso il giudice e la giuria, scatta in piedi in una
clamorosa standing ovation, mentre il signor Rigatelli (Paul Sorvino) varca la
soglia dell’aula del tribunale: è un uomo sulla sessantina, corpulento, indossa
dei pantaloni neri e un’ampia camicia bianca in stile byroniano con maniche a
sbuffo, saluta la folla con ampi cenni della mano.
Una volta seduto Rigatelli al banco dei testimoni, la folla riduce gradualmente
gli applausi fino a risedersi in silenzio.
CERCORELLI
Signor Rigatelli, potrebbe cortesemente raccontarci cosa è avvenuto per mano dei
due accusati durante lo spettacolo pomeridiano allestito dalla sua compagnia?
Rigatelli osserva Jack e lo Spaventapasseri con profonda antipatia, poi inizia a
parlare sfoggiando una parlata da consumato attore tragico.
RIGATELLI
Lo farò con immenso piacere; mi trovavo dietro le quinte del piccolo teatro
allestito all’uopo nella piazza principale quand’ecco che sentii pronunciare il
mio nome...
SCENA 13 - INT. TEATRO - GIORNO
Vediamo inquadrato di spalle Rigatelli, il suo costume ricorda quello del dottor
Balanzone, ossia nero con mantello del medesimo colore e un’ampia gorgiera
bianca.
SPAVENTAPASSERI (F.C.)
Signor Rigatelli?
Rigatelli si volta, il suo sguardo appare seccato. Vediamo che non indossa
alcuna maschera e che inoltre sta mangiando avidamente una fetta di salame. La
mdp ora inquadra lo Spaventapasseri e Jack, uno a fianco dell’altro.
SPAVENTAPASSERI (ALZANDO IL CAPPELLO)
Salve, sono lord Spaventapasseri. Volevo sapere se per caso...
Rigatelli spalanca gli occhi, stupefatto, e osserva lo Spaventapasseri con un
gigantesco sorriso.
RIGATELLI (ENTUSIASTA)
Ma è fantastico!
Rigatelli si avvicina allo Spaventapasseri, sembra studiarlo con attenzione, gli
gira anche attorno un paio di volte, poi si rivolge a Jack.
RIGATELLI (C.S.)
Come ci riesci?
JACK (PERPLESSO)
A fare che?
SPAVENTAPASSERI (EDUCATAMENTE)
Mi scusi, quello che stavo cercando di dirle...
Rigatelli compie un lieve salto di felicità, quando sente di nuovo lo
Spaventapasseri parlare. La mole dell’impresario teatrale è però tale che quando
ricade a terra sia Jack che lo Spaventapasseri sobbalzino leggermente.
RIGATELLI (C.S.)
E’ il miglior ventriloquio che abbia mai visto! Dove sono i fili che lo muovono?
JACK (CONFUSO)
Fili? Quali fili?
SPAVENTAPASSERI
Signor Rigatelli, quello che volevo chiederle è se le fossero necessari i miei
servigi all’interno del teatro. Non abbiamo soldi per comprare il biglietto e
speravamo di lavorare per lei per assistere allo spettacolo...
RIGATELLI (ALLO SPAVENTAPASSERI)
Assistere? Ragazzo mio, con un trucco così ti farò partecipare allo spettacolo!
Sai ballare?!
SPAVENTAPASSERI (MODESTO)
Beh sono un po’ rigido ma...
RIGATELLI
Non importa, improvviserai. Ti voglio come attrezzo di scena nell’atto della
follia della regina e sbrigati, hai solo dieci minuti!
Lo Spaventapasseri esplode di felicità alla notizia e si volta verso Jack
allegro come un bambino.
SPAVENTAPASSERI (ESTASIATO)
Hai sentito Jack? Sono un attrezzo di scena! Sono un attrezzo di scena nello
spettacolo del signor Rigatelli!
JACK
Mi fa molto piacere, padrone.
SPAVENTAPASSERI
Ora, in quanto attrezzo di scena, è mio dovere presentarmi ai miei colleghi
attori.
Con la sua camminata rigida, lo Spaventapasseri scompare dall’inquadratura,
lasciando Jack e Rigatelli intenti a guardare verso sinistra, da dove lui è
uscito. Tempo un paio di secondi ed ecco che sentiamo la voce fuori campo dello
Spaventapasseri rivolta a qualcuno.
SPAVENTAPASSERI (F.C.)
Buongiorno, sono un attrezzo di scena.
Un prolungato urlo in falsetto segue la frase dello Spaventapasseri.
STACCO
SCENA 14 - EST. PALCOSCENICO - GIORNO
Vediamo inquadrato il palco di un teatrino all’aperto, davanti ad esso una calca
impressionante di gente. Il fondale dello spettacolo è quello di un castello in
cima a una collina e davanti al fondale troviamo lo Spaventapasseri, fermo nella
sua classica posizione. A un certo punto, ecco entrare una donna con un costume
da regina (la corona è visibilmente di cartone dorato), il suo ingresso è
sottolineato dagli applausi del pubblico; l’attrice si muove per il palco,
accennando svenimenti esagerati e lamenti con voce tremante, in poche parole sta
facendo la “gigiona”, ma il pubblico sembre apprezzare.
ATTRICE (ENFATICA)
Ooooh! Nella bara a volto nudo l’han disteso (l’attrice estrae una margherita
dalla cintura). M’ama o non m’ama, dammi la tua risposta! Ooooh, che il mio
cuore trabocchi e spenga il fuoco del mio dolore!
Applausi di apprezzamento giungono dal pubblico, mentre l’attrice si è
accasciata sul palcoscenico proprio davanti allo Spaventapasseri, continuando a
sfogliare la margherita e ripetendo la sua noiosa litania; nel frattempo lo
Spaventapasseri si è messo ad osservare l’attrice con un misto tra la curiosità
e la preoccupazione, piegandosi leggermente in avanti. Il movimento delllo
Spaventapasseri viene notato da alcuni spettatori delle prime file, che iniziano
a commentare la cosa; la mdp inquadra allora Jack, nascosto dietro le quinte,
che cerca di attirare l’attenzione del suo padrone.
JACK (A VOCE BASSA)
Padrone!
Lo Spaventapasseri volta la testa in direzione di Jack, questa volta facendosi
notare dalla maggioranza degli spettatori, che cominciano a parlottare tra loro;
intanto Jack cerca di spiegare la situazione allo Spaventapasseri con ampi gesti
delle braccia.
JACK (C.S.)
E’ tutto finto! Non è veramente triste, sta recitando!
Proprio quando sembra che Jack abbia convinto lo Spaventapasseri dell’effettiva
finzione della vicenda, ecco che dagli angoli del palco esplodono una serie di
stelle filanti rosse e gialle accompagnate da un’ampia fumata, come a simulare
delle fiamme, mentre dall’altra parte del palcoscenico appaiono, con ampie
acrobazie, due attori truccati da diavoli, con tanto di forconi in mano.
L’attrice truccata da regina inizia a strillare in maniera plateale, coprendosi
gli occhi col dorso della mano destra, mentre la folla applaude in preda al
delirio. Parte in sottofondo “Demone del tardi” di Maler.
Lo Spaventapasseri osserva tutto quanto sta succedendo di fronte a lui, muovendo
la testa ora verso i “demoni”, ora verso la “regina” e ora verso Jack che
continua a fargli ampi cenni per indicargli di stare al suo posto; alla fine sul
suo volto appare un’espressione di seria determinazione e si lancia contro i due
poveri attori vestiti da diavoli.
SPAVENTAPASSERI (URLANDO)
All’assalto!!!
Il rapido movimento dello Spaventapasseri lascia interdetti gli attori, che si
fermano attoniti a fissarlo, come del resto la “regina”, mentre il pubblico
inizia ad applaudire ancora più entusiasta, convinta che si tratti del
proseguimento dello spettacolo.
SPAVENTAPASSERI (MINACCIOSO)
In guardia, felloni! Io, lord Spaventapasseri, difenderò la regina a costo della
mia stessa vita dall’attacco di due empie creature come voi!
Gli attori restano fermi, inebetiti davanti al comportamento dello
Spaventapasseri.
ATTORE 1 (A BASSA VOCE)
Ma da dove diavolo salti fuori?
Intanto gli spettatori stanno facendo un baccano incredibile, tifando per lo
Spaventapasseri.
SPETTATORE (URLANDO)
Vai amico! Spaccagli il grugno a quello là!
Un’ovazione segue le parole dello spettatore, mentre lo Spaventapasseri inizia a
mulinare le braccia come se fosse un pugile, mentre Jack piomba sul palco
seguito dal signor Rigatelli, con la differenza che uno appare seriamente
preoccupato e l’altro visibilmente furioso.
JACK (ALLO SPAVENTAPASSERI)
Per carità padrone si fermi è tutto finto!
RIGATELLI (A JACK)
Fai smettere subito il tuo pupazzo, ragazzino! O chiamo i gendarmi e ti faccio
arrestare!
JACK (A RIGATELLI)
Non sono io a muoverlo, signore!
SPAVENTAPASSERI (A JACK E RIGATELLI)
Indietro voi due, potrebbe essere pericoloso!
Lo Spaventapasseri sferra un pugno verso uno dei “diavoli”, ma il suo braccio
sinistro resta impigliato nel forcone di questi. Lo Spaventapasseri cerca di
liberarsi, facendo forza sui bastoni di legno che ha come gambe, ma inutilmente,
allora Jack lo afferra per la cintola e inizia a tirare con lui; dopo neanche un
paio di secondi ecco che la mano sinistra dello Spaventapasseri si stacca dal
braccio poco più sotto del polso, facendo cadere all’indietro sia
l’attore-diavolo, sia Jack e lo Spaventapasseri, che finiscono contro la
scenografia facendola crollare sul palco, coprendo tutti gli attori e facendo
ridere a crepapelle il pubblico.
RIGATELLI (SOTTO LA SCENOGRAFIA)
Tradimento! Vigliacchi, assassini! Prendeteli, non lasciateli scappare!
Mentre Rigatelli prosegue il suo monologo minaccioso, vediamo Jack uscire da
sotto la scenografia, tirandosi dietro lo Spaventapasseri e allontanandosi il
più in fretta possibile, tra le risate e gli applausi del pubblico.
SCENA 15 - INT. TRIBUNALE - GIORNO
Vediamo nuovamente il signor Rigatelli al banco dei testimoni, dove ha appena
finito di raccontare la vicenda vista fin’ora.
RIGATELLI (INVIPERITO)
Abbiamo girato i quattro angoli del mondo civilizzato, vostro onore, e non mi
era mai capitato di fare una figura così misera davanti al mio pubblico! Inoltre
le scenografie sono state rovinate in maniera irreversibile e ci vorrà almeno un
mese di pausa per risistemarle!
GIUDICE (CONTRARIATO)
Proprio quando avevo intenzione di venire a vedere lo spettacolo.
RIGATELLI (C.S.)
E non è finita! Si faccia raccontare da quel mascalzone la faccenda degli
uccelli!
Il giudice si volta verso Jack e lo fulmina con lo sguardo.
GIUDICE
Uccelli?! Che cosa avete combinato con gli uccelli?!
JACK (IMBARAZZATO)
Beh veramente, non è stata proprio colpa nostra...
SCENA 16 - EST. PAESE/CAMPAGNA - GIORNO
Vediamo Rigatelli e gli altri membri della sua compagnia muoversi per le strade
del paese, accompagnati da due gendarmi in divisa.
RIGATELLI (NERVOSO)
Ah li riconoscerà subito, signor agente, sono un piccoletto di dieci anni circa
accompagnato da uno spilungone che sembra un pupazzo, ma non lo è! Sono due
vandali, li voglio vedere rinchiusi sotto chiave!
Il gruppo si muove lungo le bancarelle e si allontanano, la mdp si sofferma su
una di esse, da dietro la quale escono Jack e lo Spaventapasseri, dopo essersi
accertati che i teatranti siano passati oltre.
JACK
L’ha combinata grossa, padrone, sarà meglio lasciare questa città prima che ci
trovino.
SPAVENTAPASSERI (OFFESO)
Cosa? Mai! Io ero nel giusto! Non posso certo darmi alla fuga come un vigliacco
qualsiasi!
Detto questo lo Spaventapasseri incrocia le braccia, mettendo su il muso come un
bambino piccolo, Jack allora cerca di rincuorarlo.
JACK
Su, padrone, non la veda come una fuga ma piuttosto come... una ritirata
strategica!
Lo Spaventapasseri osserva Jack, sempre imbronciato, ma scuotendo la testa di
lato come a dire che trova l’alternativa accettabile.
JACK
Adesso le troviamo una nuova mano e ce ne andiamo, d’accordo?
Jack si guarda in giro per trovare qualcosa che si adatti, ma gli oggetti che
vede sono tutti poco utili per il suo intento; l’unica cosa che sembra poter
essere funzionale è un vecchio ombrello blu. Jack prende l’ombrello senza farsi
scoprire e lo infila nella manica dello Spaventapasseri e, come per la gamba
all’inizio del film, esso sembra adattarsi automaticamente con il resto del
corpo. Lo Spaventapasseri si osserva la nuova “mano” con stupore e orgoglio, la
agita come fosse una spada, poi la appoggia a terra a mò di bastone, osservando
compiaciuto Jack.
SPAVENTAPASSERI (FIERO)
Beh non trovi che mi dia un’aria signorile?
L’ombrello si apre di scatto, lasciando lo Spaventapasseri stupito, ma quando
poi scopre di poter chiudere e riaprire l’ombrello a suo piacimento lo stupore
si trasforma in pura soddisfazione.
SPAVENTAPASSERI (C.S.)
Ma è fantastico!
Lo Spaventapasseri si volta poi verso Jack.
SPAVENTAPASSERI
Andiamo, Jack. C’è un’ultima cosa che dobbiamo fare prima di andarcene.
Con un rapido stacco, vediamo lo Spaventapasseri e Jack davanti alla voliera di
poco prima, lo Spaventapasseri sta osservando i vari uccelli in gabbia.
SPAVENTAPASSERI (MARIZALE)
Molto bene, signori pennuti. E’ inutile che vi spieghi che noi siamo di natura
nemici e di come la nostra sia una guerra senza territorio nè esclusione di
colpi. Tuttavia il mio dovere di nemico non mi permette che voi siate tenuti
prigionieri contro la vostra stessa volontà in gabbie come questa per il puro
intrattenimento degli esseri umani...
Con la punta dell’ombrello, lo Spaventapasseri forza il lucchetto della voliera.
SPAVENTAPASSERI (C.S.)
... ho per tanto deciso di donarvi la libertà.
Lo Spaventapasseri spalanca la porta della gabbia, ma gli uccelli sembrano
restare dentro, quasi fossero perplessi dall’accaduto. Proprio in quel momento,
ecco spuntare da dietro l’angolo Rigatelli e la sua compagnia coi gendarmi.
RIGATELLI (PAONAZZO)
Eccoli là! Sono loro!
Il gruppo si lancia in corsa contro i due poveracci, che appaiono visibilmente
preoccupati.
JACK
Oh no!
SPAVENTAPASSERI (AGLI UCCELLI)
Forza andate finchè siete in tempo! Vi chiedo solo di non assaltare nessun campo
mentre tornate a casa.
Detto questo, lo Spaventapasseri inizia ad aprire e chiudere rapidamente
l’ombrello, provocando un forte rumore che spinge gli uccelli a scappare in volo
dalla gabbia. Ma i pennuti, prima di alzarsi in cielo, compiono un movimento
parabolico, lanciandosi contro Rigatelli e gli altri, che di conseguenza devono
fermarsi e tentare di allontanare i volatili con gesti frenetici, mentre Jack e
lo Spaventapasseri scappano fuori dal paese.
Con una dissolvenza incrociata ecco di nuovo i due errabondi in marcia,
Spaventapasseri in testa e Jack dietro con le mani in tasca, il sole adesso è
quasi prossimo al tramonto. Notiamo che Jack ha un’espressione parecchio
contrariata in volto, mentre lo Spaventapasseri come al solito non sembra
crucciarsi di nulla; in sottofondo sentiamo “La fiera di Mastrandrea” fatta con
dei mandolini.
JACK (ROMPENDO IL SILENZIO)
Non avremmo dovuto lasciare il paese così in fretta. Ho lasciato il sacco con le
cibarie a teatro e adesso ho fame e in più tra poco sarà sera e non sappiamo
dove andare.
SPAVENTAPASSERI (SERAFICO)
Possiamo chiedere un lavoro in una fattoria in cambio di vitto e alloggio.
JACK (SCETTICO)
Non per criticare l’idea, padrone, ma l’ultima volta che si è offerto di
lavorare ha perso una mano...
SPAVENTAPASSERI (C.S.)
Sciocchezze! Un sacrificio fin troppo misero per difendere una regina. Piuttosto
guarda là, un contadino...
Lo Spaventapasseri esce dalla strada principale per seguire un sentiero che
porta ad una cascina; lì in mezzo all’aia troviamo un contadino (George Dzundza)
grasso e dai capelli radi e rossicci, intento ad affilare una falce. Quando lo
Spaventapasseri si avvicina e lo saluta alzando il suo cappello, il contadino si
ferma e lo osserva perplesso, asciugandosi la fronte con un fazzoletto.
SPAVENTAPASSERI
Buonasera, brav’uomo, necessitate di una mano nei lavori nella vostra fattoria?
Il contadino osserva in silenzio lo Spaventapasseri per un attimo, poi gli
risponde.
CONTADINO (BOFONCHIANDO)
Beh, sì... in effetti abbiamo bisogno di raccogliere le mele nel frutteto...
eppoi dobbiamo allontanare gli uccelli dagli ortaggi nel campo...
SPAVENTAPASSERI
A questo se permettete, ci penso io, sono il miglior spaventapasseri sulla
piazza e il mio scudiero, Jack, può occuparsi delle mele, non chiediamo altro
che vitto e alloggio per una sera.
CONTADINO (C.S.)
Beh, non saprei... sembrerebbe un’offerta vantaggiosa...
VOCE FEMMINILE (F.C.)
Con chi stai parlando là fuori?!
Dalla porta della cascina esce un’anziana signora (Olympia Dukakis),
probabilmente la moglie del contadino. Osserva lo Spaventapasseri in maniera
molto diffidente, per poi rivolgersi al marito.
CONTADINA (SGARBATA)
E questo chi è? Uno dei tuoi amici ubriaconi dell’osteria?
CONTADINO (C.S.)
Oh, no... beh... questi due giovani si sono offerti di raccoglierci la frutta e
spaventarci gli uccelli in cambio di... cibo e di un letto per stasera...
La contadina torna a squadrare lo Spaventapasseri, poi osserva Jack, infine
rivolge loro la parola.
CONTADINA (C.S.)
Vi offro una ciotola di stufato, ma per l’alloggio vi accontenterete di dormire
nel fienile. Prendere o lasciare.
SPAVENTAPASSERI (ALZANDO IL CAPPELLO)
Accettiamo con piacere, signora.
STACCO
SCENA 17 - EST. FATTORIA - TRAMONTO
Vediamo lo Spaventapasseri intento a svolgere il suo lavoro, restando fermo
immobile, finchè un merlo non gli passa vicino; a quel punto lo Spaventapasseri
fa un movimento improvviso aprendo di scatto l’ombrello e facendo volare via
l’uccello, per poi ridere di gusto per il meritato trionfo. La mdp si muove
verso destra, mostrandoci ora Jack muoversi in direzione della fattoria, con un
cesto pieno di mele; seguiamo il bambino nel suo tragitto fino alla cucina dei
contadini, dove la donna sta rimestando in un pentolone fumante.
JACK (POSANDO IL CESTO)
Questo era l’ultimo, signora.
La contadina osserva il lavoro di Jack, il suo sguardo è ancora duro ma
decisamente meno diffidente.
CONTADINA
Ottimo lavoro, figliolo.
La contadina prende una ciotola di coccio e ne versa dentro un’ampia quantità di
salsicce stufate, con somma gioia di Jack.
CONTADINA
E fai i complimenti anche al tuo amico, non ho mai visto nessuno tenere gli
uccelli lontani dal campo come lui.
JACK
Oh, lui è nato per fare quel mestiere. Dove posso prendere da bere?
CONTADINA
C’è un pozzo nel cortile, puoi prendere tutta l’acqua che vuoi.
JACK (USCENDO CON LA SCODELLA)
Grazie, signora.
CONTADINA (PERPLESSA)
Hey, ragazzino, non prendi un piatto anche per il tuo amico?
JACK
No, lui non mangia, signora.
Detto ciò Jack esce dalla cucina, sotto lo sguardo confuso della contadina. Jack
attraversa il cortile della fattoria; vediamo il ragazzino muoversi in direzione
del pozzo, sotto un cielo stellato e rischiarato da una meravigliosa luna piena,
mentre sbocconcella le salsicce nel piatto. Arrivato al pozzo, però, Jack si
accorge della presenza del suo padrone, seduto sul bordo e intento a sospirare
profondamente, con un’aria sognante sul viso.
JACK (PERPLESSO)
Che vi succede, padrone?
SPAVENTAPASSERI (SOGNANTE)
E’ bellissima, Jack.
JACK (C.S.)
Chi, la contadina?
SPAVENTAPASSERI (C.S.)
Ma no! Sto parlando di lei...
Lo Spaventapasseri indica con l’ombrello una sorta di ripostiglio, la porta è
aperta ed è rischiarata dalla luna, ma è troppo lontano per distinguere bene
cosa ci sia dentro. Jack si avvicina con curiosità, quando sente la voce dello
Spaventapasseri dietro di lui.
SPAVENTAPASSERI (A BASSA VOCE)
E’ la seconda sulla sinistra...
Detto questo, lo Spaventapasseri spalanca l’ombrello e ci si nasconde dietro,
ridendo come uno scolaretto; Jack, visibilmente perplesso si avvicina con
circospezione al ripostiglio. La mdp riprende la sua visuale, per poi mostrarci
come la bellezza a cui si riferiva lo Spaventapasseri, la seconda sulla
sinistra, non sia altro che una scopa di saggina, le cui nervature sul manico di
legno ricordino grosso modo una faccia.
Jack, sempre più confuso, torna verso il suo padrone, ancora nascosto dietro
l’ombrello, e gli si accosta.
JACK (BASITO)
Padrone, è... una scopa.
SPAVENTAPASSERI (LANGUIDO)
La più bella che abbia mai visto. Hai visto la sua paglia? E’ bionda naturale,
non ne esistono più di così...
Lo Spaventapasseri abbassa l’ombrello e continua a osservare lo sgabuzzino.
SPAVENTAPASSERI (SOSPIRANDO)
Guarda che serata stupenda, cosa non darei per stare anche solo qualche minuto
con lei sotto un cielo così.
JACK (C.S.)
Beh... allora perchè non... non la invita?
SPAVENTAPASSERI
Stai scherzando?! Non ce la farei mai, quando mi avvicino a lei mi sento pesante
come un macigno, la bocca mi si asciuga e non riesco a parlare. Ti prego, Jack,
vai tu a parlarle.
JACK
Io?! Ma io non so nulla di queste cose! E poi è lei quello bravo a parlare...
SPAVENTAPASSERI
Ma non serve! Sei un bravo ragazzo, si vede dalla tua faccia! Ti prego...
Lo Spaventapasseri osserva Jack con uno sguardo supplichevole, il bambino sembra
titubante, poi alza gli occhi al cielo, appoggia la scodella sul muro del pozzo
e si reca verso lo sgabuzzino di malavoglia e con un certo imbarazzo, mentre lo
Spaventapasseri attende, con una gioia crescente negli occhi.
Arrivato al ripostiglio, Jack si rivolge alla scopa in modo formale, il suo
volto è rosso per la situazione imbarazzante in cui si trova.
JACK (IMBARAZZATO)
Signora scopa...
SPAVENTAPASSERI (F.C.)
Signorina!
JACK (C.S.)
Sigorina scopa, sono lo scudiero di lord Spaventapasseri. Il mio padrone mi
manda a invitarvi per una piacevole chiacchierata al chiaro di luna.
La scopa ovviamente tace, Jack attende un attimo come se aspettasse una
risposta, poi alza le spalle e la prende con sè, conducendola verso uno
Spaventapasseri al culmine della felicità. Sempre più rosso in viso, Jack
appoggia la scopa contro il pozzo, per poi riprendere il suo piatto con le
salsicce.
JACK (ROSSO IN VISO)
Bene... penso che vogliate stare un po’ da soli, io vado a mangiare nella
stalla...
SPAVENTAPASSERI
Grazie mille Jack, vai pure.
Jack si allontana e scompare dall’inquadratura, noi ci soffermiamo per un attimo
sullo Spaventapasseri, che inizia a parlare, non senza una certa emozione, alla
sua amata scopa.
SPAVENTAPASSERI (EMOZIONATO)
Allora, è da molto che lavori qui?
STACCO
Vediamo Jack seduto su una balla di fieno, intento a ripulire la ciotola dal
sugo, poi appoggia la scodella a fianco a lui e vediamo il suo volto imbrattato
di rimasugli di salsicce e pomodoro. Jack si passa un paio di volte la lingua
tra i denti come a togliere dei pezzi di carne, poi si alza ed esce dalla stalla
con circospezione; non vedendo nessuno, Jack raggiunge il pozzo, recupera il
secchio e beve l’acqua ad ampie sorsate, placando la sua sete. Ad un tratto il
bambino percepisce un movimento con la coda dell’occhio e si volta, quel che
vede lo lascia di stucco: lo Spaventapasseri sta ballando una sorta di walzer
con la scopa; per quanto le sue gambe non possano piegarsi, i movimenti dello
Spaventapasseri sono estremante eleganti, dei cerchi perfetti, sottolineati
dalle piccole nuvolette di polvere alzate dalla scopa quando si muove
accompagnata dal suo cavaliere. Parte in sottofondo la canzone “Ma l’amore no”
nella versione di Lina Termini ad accompagnare il lento ballo di questa coppia,
ad un tratto vediamo lo sfondo scomparire per lasciare il suo posto a un cielo
di colore giallo pallido, quasi dorato; lo Spaventapasseri e la scopa sembrano
danzare sulle nuvole e la scopa sembra lasciare dietro di sè un piccolo
arcobaleno, che però scompare lentamente mentre prosegue a muoversi.
SPAVENTAPASSERI (ROMANTICAMENTE)
Non avevo mai visto nessuno muoversi in maniera così aggraziata, sei la più
perfetta delle creature...
La mdp torna a inquadrare Jack (ora lo sfondo è tornato quello realistico della
fattoria immersa nella notte, anche se la musica permane) il suo sguardo è
decisamente sconcertato; senza dire una parola il bambino fa un passo indietro,
poi un altro ancora, poi si volta e torna rapidamente nella stalla. La mdp torna
allo Spaventapasseri, alla scopa e al loro sfondo onirico-idilliaco; lo
Spaventapasseri fa ruotare la scopa su se stessa, allontanandola e poi
riavvicinandola a sè con la mano destra, per poi aprire lentamente il suo
ombrello e appoggiarla delicatamente in un romantico casquet. Alla fine del
ballo, lo Spaventapasseri si piega in avanti, avvicinando il suo volto a quello
(fatto a nervature) della scopa.
DISSOLVENZA IN NERO
SCENA 18 - EST. CAMPAGNA - GIORNO
Vediamo lo Spaventapasseri assieme a Jack davanti alla porta della cascina, di
fronte a loro vediamo la coppia di contadini, la donna porge a Jack qualcosa
avvolto in un panno.
CONTADINA
Questo è per il viaggio.
SPAVENTAPASSERI (CON UN INCHINO)
Grazie mille dell’ospitalità, signori.
CONTADINA
Oh no, grazie a voi, per il lavoro svolto, mi dispiace che ve ne dobbiate andare
così presto.
SPAVENTAPASSERI
Purtroppo abbiamo molta strada da percorrere. Addio dunque, e salutate da parte
nostra tutti gli altri abitanti di questa incantevole casa.
Detto questo lo Spaventapasseri si allontana, seguito da Jack, i contadini
continuano a salutarli con la mano, quando il contadino si rivolge alla moglie.
CONTADINO (PERPLESSO)
Quali altri abitanti?
La moglie alza le spalle, non sapendo che rispondere.
Torniamo ora allo Spaventapasseri e a Jack, che hanno ripreso a camminare per la
strada di campagna; una rapida dissolvenza incrociata ci mostra ora una serie di
ulivi i cui rami più bassi si protendono verso la strada, lo Spaventapasseriha
un espressione più malinconica del solito e Jack lo osserva con interesse.
JACK (CURIOSO)
Mi perdoni, padrone, ma perchè ha voluto andarsene così in fretta senza neanche
salutare la signorina scopa? Vi ho visto danzare assieme ieri sera e mi sembrava
che tutto funzionasse alla grande.
SPAVENTAPASSERI (IMBARAZZATO)
Oh, ci hai visti, eh? Sì effettivamente eravamo fatti l’uno per l’altra, ma non
si può nulla contro la volontà della propria famiglia.
JACK (CONFUSO)
Famiglia?
SPAVENTAPASSERI
E’ già promessa, con un rastrello di quella stessa fattoria. Avrei dovuto
capirlo da come le stava vicino...
Lo Spaventapasseri continua a camminare, ma questa volta tiene il viso rivolto
verso Jack.
SPAVENTAPASSERI
Puoi credermi, Jack, le avrei fatto fare una vita da regina una volta raggiunta
Valle delle Sorgenti. Non si sarebbe più preoccupata di svolgere umili mansioni
da serva; eh, ho completamente perso la testa per lei.
Detto questo, lo Spaventapasseri gira il capo di scatto, andando a sbattere
violentemente contro il ramo basso di un albero. L’urto, così violento e
improvviso, fa sì che la testa si stacchi dal resto del corpo e rotoli a terra
mentre il corpo comincia a muoversi alla cieca; notiamo inoltre che dalla testa
staccata dello Spaventapasseri rotola fuori un pisello ormai rinsecchito.
SPAVENTAPASSERI (AL SUO CORPO)
Hey, hey! Tu vieni qua! Fai un passo indietro, gira sulla destra... non la tua,
la mia!!!
Un battito d’ali attira l’attenzione della testa dello Spaventapasseri, che
volge gli occhi verso il rumore. Vediamo così un corvo magrissimo muoversi
zompettando in direzione del legume caduto dallo Spaventapasseri.
SPAVENTAPASSERI (ALLARMATO)
Eh no! Stai lontano da lì! Non toccarlo!
JACK
Ma signore, è solo un pisello...
SPAVENTAPASSERI (C.S.)
Solo?! Quello è il mio cervello!
JACK (BASITO)
Il cervello?!
SPAVENTAPASSERI
Esatto! E non posso permettere che un uccello me lo mangi! Scaccialo!
Jack fa per avventarsi sul corvo, ma vedendolo così magro e impaurito, ne prova
quasi pietà.
JACK
Ma padrone, lo guardi. E’ così mal messo, ha l’aria di non mangiare da giorni;
anche se siete nemici non può permettergli di morire di fame, non è da lei...
La testa dello Spaventapasseri resta un attimo a riflettere sulla cosa, mentre
il corpo si ferma a pochi passi da essa.
SPAVENTAPASSERI (CON DISAPPUNTO)
Forse hai ragione. Mangia pure, corvo, ma non credere che la passerai liscia la
prossima volta che ci incontreremo.
Come capendo quanto gli è stato detto, il corvo si avvicina al pisello, lo
afferra col becco e fugge via volando. Intanto Jack afferra la testa dello
Spaventapasseri e la porge al corpo, che tende le braccia per tenerla su.
JACK (PENSIEROSO)
Adesso dovremmo cercare un sistema per ricucirle la testa, padrone, ma non sono
pratico di queste cose...
Un rumore di zoccoli attira l’attenzione dei due, mentre in sottofondo sentiamo
una pizzica salentina; dall’altra parte della strada ecco arrivare un carro
coperto, sulle cui fiancate troviamo scritto: “Il grande Mago Taddeo,
chiromante”. A tirare il carro è un vecchio ronzino, magrissimo, alla cui guida
troviamo un vecchio altrettanto magro (Christopher Lloyd) vestito con un
tunicone da mago di colore blu e con un cappello a cono del medesimo colore
decorato da stelle dorate.
Il carro si ferma davanti a Jack e allo Spaventapasseri e il mago si alza dal
suo posto per rivolgersi a loro con tono enfatico.
MAGO
Io sono il mago Taddeo! Colui che può leggere il passato, il presente e il
futuro! Fatevi predire la sorte! Gloria, ricchezza, amore! Tutto questo il mago
Taddeo lo sa!
Lo Spaventapasseri sente quelle parole estasiato e osserva Jack con fare
speranzoso; questi lo guarda e si rivolge poi al mago.
JACK
Mi dispiace, signor mago, ma non abbiamo soldi per poterla pagare...
MAGO (SERIO DI COLPO)
Allora il mago Taddeo vi saluta e se ne va.
Il mago si siede e fa per ripartire, sotto lo sguardo sconsolato dello
Spaventapasseri. Jack allora inspira profondamente, con disappunto quasi, e
chiama nuovamente il mago.
JACK
Hey, signor mago!
Jack tira fuori dalla tasca il fagottino donatogli dalla contadina, lo apre
mostrando una grossa fetta di formaggio; il mago spalanca gli occhi e si lecca
le labbra alla vista del cibo.
JACK
Sarebbe disposto a leggere la mano del mio padrone in cambio di questo?
MAGO (CON GLI OCCHI LUCIDI)
E’ pecorino?
JACK (CON DISAPPUNTO)
Stagionato al punto giusto.
Il mago si umetta le labbra, poi si apre in un ampio sorriso.
MAGO
Bene, che stiamo aspettando? Entrate nel mio carro! Le conoscenze arcane del
potentissimo mago Taddeo sono a vostra completa disposizione!
JACK
Grazie ma il mio padrone avrebbe un problema con la testa, gli si è scucita dal
resto del corpo.
MAGO
Ma non c’è problema! Nei ritagli di tempo ricucio anche i pantaloni, venite!
SCENA 19 - INT. CARRO - GIORNO
Vediamo un paio di mani intente a ricucire qualcosa; con uno zoom all’indietro
vediao che si tratta del mago intento, all’interno del carro, a ricucire la
testa dello Spaventapasseri al collo. La scena è piuttosto buia, vediamo un
tavolino rotondo con su una sfera di cristallo e un paio di bauli. Il mago
Taddeo fa poi sedere su due sgabelli Jack e lo Spaventapasseri, per poi
rivolgersi a quest’ultimo.
MAGO
Allora è lei colui a cui devo leggere la mano?
SPAVENTAPASSERI (ENTUSIASTA)
Sì, sì, sì! La supplico!
Lo Spaventapasseri porge la mano destra; il mago la afferra e la studia con
interesse.
MAGO
Oh, questa sì che è una mano avvincente... vedo molta gloria per lei e il suo
proprietario.
SPAVENTAPASSERI (C.S.)
Davvero? Hai sentito Jack? Molta gloria per la mano e me! Sono sicuro che la
Valle delle Sorgenti sarà la nostra fortuna!
MAGO (CURIOSO)
Valle delle Sorgenti? Oh ma allora lei è uno dei Buffaloni! Ho sentito che state
facendo grandi cose lì, prosciugando tutte le fonti e i pozzi e costruendo
quelle bellissime industrie, ma continuiamo la lettura, non è ancora finita...
Senza aspettare una risposta, il mago afferra la mano dello Spaventapasseri con
maggiore tenacia continuando a leggerla e facendo dei piccoli versi gutturali di
commento.
MAGO (TRIONFALE)
Ci siamo!
SPAVENTAPASSERI
Bene!
MAGO (C.S.)
Io in questa mano vedo il pericolo!
SPAVENTAPASSERI
Male...
MAGO (C.S.)
A cui seguirà la gioia!
SPAVENTAPASSERI
Bene!
MAGO (C.S.)
Seguita poi da guai!
SPAVENTAPASSERI
Male...
MAGO (C.S.)
Che porteranno poi alla gloria!
SPAVENTAPASSERI
Bene!
MAGO (C.S.)
Che porteranno al dolore!
SPAVENTAPASSERI
Male...
MAGO (C.S.)
Che porterà però al totale trionfo!
Passa un minuto di totale silenzio, si sentono perfino le cicale frinire, in cui
lo Spaventapasseri e il mago si fissano negli occhi con l’espressività di due
pesci rossi.
SPAVENTAPASSERI (INTERDETTO)
E..?
MAGO
E basta: salute, ricchezza e felicità saranno sue fino alla fine dei suoi
giorni. Ho detto.
SPAVENTAPASSERI (SALTANDO IN PIEDI)
Fantastico!
L’ombrello dello Spaventapasseri si apre di scatto e lui lo richiude
repentinamente, imbarazzato.
SPAVENTAPASSERI
Mi perdoni. Hai sentito Jack? Salute, ricchezza e felicità, non si può chiedere
di meglio.
MAGO
Ecco, a proposito di chiedere: il mio pagamento...
Il mago tende la mano destra verso Jack e questi, a malincuore, gli porge la
fetta di formaggio, che il mago afferra con notevole rapidità.
SPAVENTAPASSERI
La ringrazio delle sue predizioni, signor mago. Sono rimasto talmente
soddisfatto che la prego di accettare questa mancetta...
Lo Spaventapasseri infila la mano destra nella giacca, estraendone una moneta
che lascia cadere sul tavolo del mago; questi la prende e le dà un morso,
constatando che si tratta di vero oro.
MAGO (FELICISSIMO)
Wow! Grazie mille signor Buffaloni!
JACK (SPIAZZATO)
Padrone, da quanto tempo era in possesso di quella moneta?!
SPAVENTAPASSERI (TRANQUILLO)
Quella? Oh l’avevo in tasca da chissà quanto tempo. Vieni Jack, andiamo.
Jack balbetta, praticamente disperato, poi non gli resta che scuotere la testa
di fronte all’illogicità del suo padrone ed uscire dal carro.
SCENA 20 - EST. STRADA CAMPAGNA - GIORNO
Lo Spaventapasseri e Jack hanno ripreso la loro marcia, adesso il paesaggio non
è più così idilliaco come le volte precedenti, i campi che attraversano non sono
per niente curati e le case soto totalmente diroccate; lo Spaventapasseri si
guarda intorno, sembra sospettoso.
SPAVENTAPASSERI
Hai notato Jack? Non ci sono uccelli, nè in cielo nè sugli alberi, non mi piace.
JACK (TRA SE’ E SE’)
E a me non piace essere senza cibo nè soldi...
Ad un tratto un rumore di tamburi attira l’attenzione di Jack. Guardando lontano
possiamo notare, infatti, che oltre al forte rumore ritmato si vede anche
un’enorme nube di polvere.
SPAVENTAPASSERI (PERPLESSO)
Cosa credi che sia quella cosa?
JACK (SERIO)
Soldati...
Lo Spaventapasseri sgrana gli occhi e si volta verso Jack.
SPAVENTAPASSERI (ESTASIATO)
Davvero?! Allora è fatta! Non ci resta che arruolarci e avremo la gloria di cui
parlava il mago poco fa!
JACK (SPAVENTATO)
Ma padrone non si ricorda cosa dovremmo passare prima? Pericolo, guai, dolore...
SPAVENTAPASSERI (C.S.)
Che si concluderanno con il totale trionfo! Cerca di vederla nell’insieme, Jack,
non ti focalizzare sui punti negativi!
Detto questo lo Spaventapasseri afferra il bambino per la mano e lo tira con sè,
correndo con quanta fretta può con le sue rigide gambe di legno.
SCENA 21 - INT./EST. TRIBUNALE - GIORNO
La mdp inquadra il giudice sul suo banchetto, che osserva Jack con ilarità.
GIUDICE (IRONICO)
Quindi vi siete spacciati per membri della famgilia Buffaloni, onorata famiglia
di cui mi fregio di far parte da quando sono nato, e di esservi poi arruolati
nell’esercito? Ah, ma questa è la cosa più ridicola che abbia mai sentito!
Il giudice estrae dalla tunica un orologio da tasca e lo consulta.
GIUDICE
Sentire queste amenità mi ha messo appetito, facciamo una mezz’ora di pausa per
il pranzo e riprendiamo alle due.
CANCELLIERE
Sissignore.
Vediamo Jack e lo Spaventapasseri fuori dal tribunale, notiamo che le finestre
dei vari negozi, delle case e del tribunale stesso sono parzialmente coperte da
sacchi di sabbia come a proteggerle da eventuali esplosioni o bombardamenti.
Jack si avvicina a una fontanella che emette un lieve zampillo e inizia a bere.
SPAVENTAPASSERI
Non mi sembra che ce la stiamo cavando male.
JACK
Io invece temo che ci troviamo decisamente in svantaggio, ci vorrebbe qualcuno
pronto a dare credibilità ai nostri racconti.
In quel momento un’ombra enorme, la cui sagoma è, però, inequivocabilmente
umana, copre il piccolo Jack; non sappiamo chi sia a proiettarla, ma ne udiamo
la voce, baritonale e maschile.
VOCE MASCHILE (F.C.)
Salve, Jack.
JACK (SGRANANDO GLI OCCHI)
Lei?!
Un rapido stacco e rieccoci all’interno del tribunale. Il giudice si sta pulendo
la bocca con un tovagliolo a quadrettoni, per poi buttare a terra le briciole di
pane rimaste sul bancone, infine piega il tovagliolo e lo ripone.
GIUDICE (SAZIO)
Ora va decisamente meglio. Bene, vediamo di proseguire. A che punto eravamo
rimasti?
JACK (ALZANDOSI)
Vostro onore, se mi è concesso vorrei chiamare un testimone al banco!
Il giudice fissa Jack per un attimo, iniziando a ridere sommessamente; poi il
giudice si volge verso l’avvocato Cercorelli che inizia a ridere con lui, i due
si girano verso il cancelliere, che si unisce alla loro risata sempre crescente,
finchè anche gli uomini della giuria e le persone tutte all’interno del
tribunale scoppiano in una fragorosa risata (compreso lo Spaventapasseri, che
però ne ignora il motivo). Dopo una decina di secondi, il giudice zittisce tutti
battendo il suo martelletto, poi torna a rivolgersi a Jack, sempre in tono
sbeffeggiante.
GIUDICE (IRONICO)
E così avresti un testimone? E chi sarebbe questo tizio?
VOCE MASCHILE (F.C.)
Sono io!
Dalla porta del tribunale fa il suo ingresso, con passo marziale, un uomo (Ron
Perlman): veste una casacca rossa alla garibaldina, con addosso i gradi di
sergente. Il suo viso è perfettamente rasato ma costellato, anche sulla fronte,
da microcicatrici. Il sergente si ferma davanti al giudice sull’attenti e torna
a parlare con la sua voce tonante.
SERGENTE (MARZIALE)
Sono il sergente Armando Bombardo, dell’esercito del Regno di Toscana!
Il giudice osserva il sergente per un attimo, in silenzio, poi gli rivolge una
domanda.
GIUDICE (INSINUANTE)
E come mai non è al fronte a combattere come tutti, signor Bombardo?
SERGENTE (C.S.)
Sono in licenza premio e sono tornato qui nella mia città natale. Ho incontrato
il piccolo Jack nella piazza del tribunale e ho accettato di testimoniare per
lui...
GIUDICE
Oh ma allora non è una testimonianza normale, è una testimonianza a sorpresa! Mi
spiace ma per testimonianze di questo genere occorre almeno un permesso scritto,
dato con almeno tre giorni di preavviso e...
Le puerili scuse del giudice si fermano, quando osserva lo sguardo freddo degli
occhi del sergente Bombardo. La mdp inquadra prima il sergente e poi il giudice,
visibilmente inquieto, mentre un riff di archi sottolinea la scenetta.
GIUDICE (TESO)
... va bene, va bene, le concedo di testimoniare. Ma per assicurare una giusta
imparzialità le domande saranno poste dall’avvocato Cercorelli.
Cercorelli annuisce, e si avvicina a Bombardo, sotto lo sguardo seccato di Jack.
CERCORELLI
Signor Bombardo, i due imputati asseriscono di aver tentato di arruolarsi
nell’esercito di cui lei dichiara di far parte. Vuole dirci, allora, come si
sono svolti realmente i fatti?
SERGENTE
Senz’altro. Il nostro battaglione si era fermato e si stava preparando ad
allestire un accampamento...
SCENA 23 - EST. CAMPAGNA - GIORNO
Vediamo i soldati intenti a tirare su tende, ad allestire una cucina da campo e
a legare i cavalli agli alberi. In mezzo alla truppa spicca un uomo più anziano,
con i gradi da colonnello, seduto ad un tavolo ed intento a scrivere qualcosa su
una pergamena con una penna d’oca, al suo fianco troviamo il sergente; ad un
tratto, ecco apparire lo Spaventapasseri e Jack, quest’ultimo viene mandato
avanti dal suo padrone che gli fa cenno come di ripetere qualcosa. Jack dà un
lieve colpo di tosse, attirando l’attenzione dei due militari.
JACK (AL COLONNELLO)
Salve, signore, io mi chiamo Jack e sono lo scudiero di lord Spaventapasseri, il
mio padrone sarebbe ansioso di arruolarsi per portare fama e gloria al suo nome,
signore.
Il colonnello inforca un paio d’occhiali, poi fissa Jack e successivamente lo
Spaventapasseri.
COLONNELLO (PENSOSO)
Lord Spaventapasseri, eh? Sì, devo aver conosciuto tua madre un tempo.
SPAVENTAPASSERI (STUPEFATTO)
Sul serio? E’ magnifico! Lei è il primo che me lo dice! Neppure io ho mai
conosciuto mia madre!
COLONNELLO
Oh era una donna di grande bellezza e dai forti princìpi, te lo assicuro.
SPAVENTAPASSERI (VANITOSO)
Non ne dubito.
COLONNELLO
Da una donna come lei deve essere nato per forza un tipo coraggioso e leale;
questo ti avvantaggia enormemente per l’arruolamento, tuttavia è prima
necessario che testi le tue abilità.
Il colonnello si rivolge, quindi, al sergente.
COLONNELLO
Sergente, faccia compilare il questionario al nostro lord Spaventapasseri.
SERGENTE
Signorsì!
SCENA 24 - INT. TRIBUNALE - GIORNO
Ritroviamo il sergente Bombardo al banco dei testimoni, con l’avvocato
Cercorelli intento ad incalzarlo con le sue domande.
CERCORELLI
Quindi fu lei ad occuparsi del questionario d’arruolamento del cosiddetto lord
Spaventapasseri?
SERGENTE
Esattamente.
CERCORELLI
E possiamo sapere come andò?
SERGENTE (SENZA SCOMPORSI)
Fu un vero disastro: sbagliò tutte le domande che c’erano sul foglio,
dimostrando una totale incapacità per la vita del soldato.
CERCORELLI (ALLA CORTE)
Visto, signori della corte?! Costui non è altro che un povero mentecatto,
cacciato a pedate dal nostro glorioso esercito!
SERGENTE (C.S.)
Veramente non è stato cacciato.
L’avvocato Cercorelli si volta verso il sergente, confuso.
CERCORELLI (PERPLESSO)
Ma ha appena detto che il qui presente Spaventapasseri era negato per la vita
militare!
SERGENTE
Certamente. Totalmente negato per poter essere un soldato o un sergente, ma era
perfetto per essere un ufficiale. Infatti, quando i miei superiori videro i
risultati del questionario, lo promossero subito al grado di capitano...
SCENA 25 - EST. ACCAMPAMENTO - GIORNO
Vediamo inquadrato lo Spaventapasseri in tenuta d’alto ufficiale: casacca rossa,
pantaloni bianchi, cintura con spada legata e cappello sciaccò nero. Lo
Spaventapasseri si rimira soddisfattissimo, quando arriva Jack che tira al suo
fianco una vecchia cavalla grigia.
SPAVENTAPASSERI (ORGOGLIOSO)
Guarda qui, Jack, ho un’uniforme! E non solo...
Lo Spaventapasseri estrae la spada e la alza al cielo.
SPAVENTAPASSERI (C.S.)
Ho anche una spada! Ora un qualsiasi corvo ci penserà due volte prima di
mangiarmi il cervello!
JACK
Siete uno splendore, signore; io vi ho portato la vostra cavalla, si chiama
Betsy.
Lo Spaventapasseri osserva la cavalla, piuttosto preoccupato.
SPAVENTAPASSERI (DUBBIOSO)
E’ affidabile?
JACK
Ho chiesto espressamente per lei l’animale più docile che avessero. L’ho già
sellata di tutto punto, non le resta che salirci sopra.
Lo Spaventapasseri annuisce, ma l’impresa si rivela più difficile del previsto
dal momento che lo Spaventapasseri è privo di piedi e quindi è impossibilitato
ad usare le staffe: nel primo tentativo, infatti, la gamba gli resta incastrata
mentre lui ricade pesantemente a terra; nel secondo, lo Spaventapasseri si fa
spingere in sella da Jack, ma sbagliano i calcoli e ricade dall’altro lato del
cavallo; al terzo tentativo lo Spaventapasseri sembra finalmente essersi seduto
saldamente in sella al cavallo, ma gli cade il cappello e gli si slaccia la
cintura e nel tentativo di recuperare entrambi gli oggetti finisce nuovamente a
terra; Jack osserva sconsolato il suo padrone mentre si rialza a terra per la
terza volta, poi osserva le staffe della sella e un lampo di genio sembra
attraversargli la mente. Con un rapido stacco vediamo, infatti, Jack finire di
legare alle staffe un paio di stivali neri da militare, per poi aiutare lo
Spaventapasseri a calzarli. Grazie a questa provvidenziale base d’appoggio, lo
Spaventapasseri riesce a restare tranquillamente a cavallo, ma essendo privo di
articolazioni alle gambe, rimane leggermente sollevato sulla sella, ma Jack
provvede anche a questo inconveniente frapponendo tra il suo padrone e la sella
un cuscino.
Con lo Spaventapasseri in sella e Jack seduto dietro di lui, la cavalla si muove
in giro per l’accampamento, finchè non raggiunge la riva di un fiume; lì trovano
il colonnello intento a osservare con un cannocchiale la riva opposta. Quando si
accorge della loro presenza, il colonnello si gira porgendo allo Spaventapasseri
un cenno di saluto.
COLONNELLO
Capitano Spaventapasseri.
SPAVENTAPASSERI (SALUTANDO MILITARMENTE)
Signor colonnello.
COLONNELLO
Vedo che si è messo in prima fila per il combattimento, gliene faccio merito,
complimenti davvero.
JACK
Quale combattimento?!
COLONNELLO
Quello con il duca di Brunswick, è ovvio, abbiamo stabilito che la battaglia
avrà luogo in questi luoghi. Quello che il duca ignora, però, è la nostra
alleanza con il regno di Sardegna...
In quel momento arriva di gran volata il sergente Bombardo, che si ferma di
fronte al colonnello impettito in perfetto stile marziale, il suo volto lascia
tuttavia trapelare una certa preoccupazione.
SERGENTE (TRAFELATO)
Signor colonnello! Mi duole informarla che...
COLONNELLO
Non ora, sergente, non vede che sto istruendo a dovere il capitano e il suo
paggetto? Come stavo dicendo, i sardi hanno ideato un pote su ruote per
facilitare l’attraversamento dei corsi d’acqua così, quando il duca di Brunswick
arriverà ci troverà con un notevole vantaggio tattico...
Finite queste parole una salva di cannone piomba dall’alto, distruggendo alcune
tende costruite dai soldati.
SERGENTE
Ecco, era proprio questo che cercavo di dirle, signore, il duca di Brunswick è
già qui...
Il colonnello si volta di scatto, verso la riva del fiume: dall’altra parte
vediamo un esercito immenso, che sembra quasi coprire l’orizzonte, armato di
fucili, cannoni e spade. Il colonnello, senza minimamente stupirsi, estrae dal
panciotto un orologio e lo osserva.
COLONNELLO
Perbacco, questi teutonici sono dannatamente puntuali; sergente, mandi un
messaggero all’ambasciatore Casu e gli dica che ci serve appoggio immantinente.
Una seconda salva, proveniente però dalla parte opposta, piomba di nuovo
sull’accampamento, distruggendo la cucina da campo. In tutto questo trambusto,
il sergente rimane perfettamente sull’attenti.
SERGENTE
Questa è la seconda parte di quanto dovevo dirle, signor colonnello, il signor
ambasciatore Casu ha mandato a riferire che il re di Sardegna ha preferito
allearsi col duca di Brunswick...
Il colonnello si volta, per vedere un secondo esercito, altrettanto grandioso,
provenire dalla parte delle colline, il colonnello si volta nuovamente verso il
fiume, tuttavia ancora non sembra essere preoccupato.
COLONNELLO
Non c’è da preoccuparsi, anche se si sono alleati, l’hanno fatto troppo tardi
per poter realizzare i ponti mobili...
In quel momento, tra le file dell’esercito di Brunswick, ecco spuntare una
costruzione in legno, è un monumentale ponte, montato su ruote. A questo punto
la calma del colonnello si tramuta in stizza.
COLONNELLO (SECCATO)
Sia dannata l’operosità austriaca! La prossima volta ci alleeremo con il regno
di Napoli! Sergente, provveda già a mandare un dispaccio all’ambasciatore
Perrotta!
SERGENTE
Signorsì. Signor colonnello, se mi permette, suggerirei di muovere le truppe
verso ovest finchè i due eserciti sono ancora lontani; a una ventina di
chilometri c’è una gola molto stretta, una volta attraversata potremmo porre
resistenza a Brunswick e i suoi alleati fino all’arrivo dei napoletani...
COLONNELLO
Non dica sciocchezze, tutta questa strategia non sarebbe onorevole, meglio un
attacco frontale, rapido, feroce e imprevisto.
SERGENTE
Colonnello, mi permetto di farle notare che abbiamo due eserciti provenienti da
due direzioni opposte. Contro quale dei due ha intenzione di sferrare l’attacco
frontale?
COLONNELLO
Quello del duca di Brunswick, che diamine! Ha cominciato lui per primo!
SERGENTE
Il duca possiede, però, un ponte mobile, signor colonnello, con il quale può
attraversare agevolmente il fiume.
COLONNELLO
E noi lo guaderemo, proprio in quel punto.
Il colonnello indica un punto poco distante da lui, il sergente lo osserva e poi
torna a rivolgerglisi perplesso.
SERGENTE
Colonnello, in quel punto non c’è alcun guado...
COLONNELLO
Sciocchezze! Vuole che non sappia quello che faccio? Il guado è proprio lì e se
non ci crede glielo dimostrerò!
Il colonnello monta in groppa al suo cavallo e lo sprona al galoppo.
COLONNELLO (GRIDANDO)
Ya-ho Silver!
Il cavallo si lancia verso il fiume, in corrispondenza del presunto guado
ipotizzato dal colonnello, quand’ecco che l’animale sprofonda in acqua, sparendo
alla vista dei presenti con anche il colonnello in groppa. Passa qualche secondo
e sull’acqua ecco riaffiorare il cappello da ufficiale del colonnello e subito
dopo il cavallo che recupera la riva emettendo versi simili a un brontolìo. Una
serie di esplosioni e di sibili riempiono l’aria ed ecco che una quantità
impressionante di esplosioni si susseguono nell’accampamento; in tutto questo
trambusto, però, sia lo Spaventapasseri che Jack e il sergente restano illesi.
SERGENTE
Dobbiamo contrattaccare! Tutti ai propri posti!
SCENA 26 - INT. TRIBUNALE - GIORNO
Rivediamo nuovamente il sergente Bombardo al banco dei testimoni che racconta la
vicenda.
SERGENTE
Il capitano si è comportato come un vero eroe, un grande ufficiale, poi quando
la battaglia ha raggiunto il suo apice l’ho perso di vista assieme a Jack, per
ritrovarli poco fa.
GIUDICE (INDIFFERENTE)
Molte grazie signor Bombardo, vada pure...
Bombardo scatta in piedi e fa per uscire dall’aula, quando il giudice si rivolge
alla giuria con fare professionale.
GIUDICE
Tengo a far presente ai signori della giuria che in quanto testimonianza a
sorpresa, non dovete tenere conto di quanto detto dal sergente...
Bombardo si volta verso il giudice, fissandolo con gli occhi socchiusi; mentre
la mdp compie un rapido zoom su di lui, sentiamo lo stridente riff di violini
che aveva accompagnato l’occhiataccia del sergente poco prima ed, esattamente
come prima, il giudice resta visibilmente inquieto, tant’è che si sbriga a
concludere la frase rivolta alla giuria.
GIUDICE (TESO)
... senza aver prima riflettuto accuratamente sulle sue parole colme di
significato! Vada pure, sergente, non stia a qui a preoccuparsi di noi...
Il sergente se ne va senza dire una parola. Una volta che il militare è uscito,
il giudice estrae il fazzoletto e si deterge il sudore sulla fronte, poi sembra
riacquistare la sua arroganza tornando a parlare con Jack.
GIUDICE (ACIDAMENTE)
A questo punto prosegui tu, ragazzino. Cosa è successo durante la battaglia?
JACK
Beh, vostro onore, io mi trovavo in groppa al cavallo, dietro al mio padrone
che, trovandosi per la prima volta in una battaglia, si muoveva avanti e
indietro senza saper propriamente che fare...
SCENA 27 - EST. CAMPO DI BATTAGLIA - GIORNO
La battaglia infuria con in sottofondo “L’allegro vivace (o Cavalcata)” del
“Guglielmo Tell” di Gioacchino Rossini; le esplosioni si susseguono senza
praticamente sosta e uomini, cavalli, armamenti e utensili vari vengono colpiti.
Alcuni di essi sono lanciati in aria dai colpi dei cannoni, per poi ricadere
rumorosamente a terra.
La cavalla Betsy, intanto, corre al galoppo sul campo di battaglia, muovendosi
in maniera confusionaria, come se nessuno la guidasse. Sulla sua groppa troviamo
Jack e lo Spaventapasseri che agita in aria la sua spada urlando ordini senza
senso.
SPAVENTAPASSERI (GRIDANDO)
Posti di divisa! Serrate i ranghi! Calibrate le baionette! Garzate il pappafico!
JACK (SPAVENTATO)
Padrone, per carità, scappiamo! Ci faremo ammazzare!
SPAVENTAPASSERI (C.S.)
Non sia mai! Un ufficiale non abbandona mai le sue truppe in difficoltà!
Intabarrate i cannoni!
In quel momento un’esplosione investe in pieno la povera Betsy, facendola
ribaltare a terra. Questo produce un effetto catapulta su Jack e lo
Spaventapasseri, che vengono scagliati in aria ad un’altezza notevole dato il
loro scarso peso. Jack resta aggrappato alla vita del suo padrone, spaventato a
morte dal volo che stanno effettuando ma, proprio quando i due stanno per cadere
a terra, l’ombrello dello Spaventapasseri si apre fungendo da paracadute. I due
poveracci fluttuano così in aria, mentre sotto di loro la battaglia infuria con
inaudita ferocia; la corrente d’aria, però sta trasportando lo Spaventapasseri e
Jack nelle acque del fiume; il ragazzino, che a differenza del suo padrone
sembra aver capito la gravità della situazione, tenta in tutti i modi di deviare
la loro traiettoria tirando calci all’aria, dondolandosi e perfino soffiando
verso l’ombrello, ma questi maldestri movimenti non fanno che accelerare la loro
caduta verso i flutti. Tuttavia la fortuna sembra arridere nuovamente ai nostri
due amici, dato che proprio sotto di loro, tra i vari detriti finiti in acqua
per via delle esplosioni, ecco galleggiare un tavolo rovescito, rimasto
miracolosamente integro. Jack e lo Spaventapasseri vi finiscono sopra e non
resta loro che affidarsi alla corrente del fiume, osservando intanto la
battaglia furoreggiare sempre più lontana da loro, ma nelle crude scene del
conflitto riescono comunque a vedere la vecchia Betsy rialzarsi da terra e
fuggire al galoppo.
Una dissolvenza incrociata ci mostra i due seduti sul tavolo in balìa della
corrente, Jack con le gambe rannicchiate contro il petto, mentre osserva
sconsolato l’acqua, lo Spaventapasseri ovviamente con le sue rigide che sporgono
per pochi centimetri.
SPAVENTAPASSERI (CON DISAPPUNTO)
Questa situazione è decisamente disdicevole. Mi ritrovo ad abbandonare mio
malgrado la battaglia mentre ero il più alto ufficiale in carica; avrei potuto
anche guadagnarmi una medaglia! Avrei volentieri sacrificato braccia e gambe per
un’onoreficenza simile...
JACK (FISSANDO L’ACQUA)
Non credo che la sua scopa l’avrebbe trovata più affascinante con una medaglia
al petto, ma senza braccia e gambe, padrone...
SPAVENTAPASSERI (SOSPIRANDO)
Oh, la mia scopa. La dura vita del militare me l’aveva fatta dimenticare per un
momento. L’amo così tanto, Jack. Ma tutto cambierà quando saremo a Valle delle
Sorgenti; avrò una proprietà e potrò offrirle un futuro più che roseo e nessun
rastrello me la porterà via!
JACK
Oh già, la valle. E’ un così bel posto, padrone?
SPAVENTAPASSERI
Il più bello del mondo, o almeno è così che me lo immagino...
Lo Spaventapasseri si mette la mano destra dove dovrebbe avere il cuore.
SPAVENTAPASSERI
E’ il mio intimo convincimento. Lo sento qui, sul cuore.
JACK
NEL cuore, vorrà dire.
SPAVENTAPASSERI
No, no, intendo proprio SUL cuore.
Jack fa spallucce, sentendo la frase del suo padrone, poi sbadiglia sonoramente,
in preda a un’incredibile stanchezza.
JACK (ASSONNATO)
La corrente è troppo forte, non riusciremo ad attraccare. L’unica cosa da fare è
aspettare è che il tavolo arrivi spontaneamente a una secca... ma io sono troppo
stanco per restare in guardia.
SPAVENTAPASSERI
Dormi pure, Jack, quando ci fermeremo ti sveglierò.
Jack si sdraia lentamente sulla tavola, con le mani unite sotto la guancia, gli
occhi gli si chiudono pian piano, poi scivola in un sonno profondo. Inquadrato
dall’alto vediamo così il tavolo muoversi lungo il fiume, mentre in sottofondo
udiamo “Vieni via con me” di Paolo Conte.
SCENA 28 - EST. ISOLA - SERA
Con una serie di dissolvenze incrociate vediamo il tavolo proseguire il suo
girovagare nelle limacciose acque del fiume, senza mai avvicinarsi a una o
l’altra riva, finchè l’ultima dissolvenza non ci mostra nuovamente il volto di
Jack addormentato; la mano dello Spaventapasseri scuote lievemente il ragazzino,
che si sveglia lentamente e si rimette seduto.
SPAVENTAPASSERI
Abbiamo raggiunto la terra, Jack, siamo arrivati.
Jack volge lo sguardo verso la riva, la mdp ci mostra una spiaggia bianca con un
paio di palme poco distanti. Jack, inquieto da quello che vede, si volge verso
l’acqua e vede una distesa immensa, ben più grande del fiume dove si trovavano
loro in precedenza. Temendo di sapere dove si trovano, Jack immerge una mano
nell’acqua, assaggiandone un po’ per poi sputarla subito. E’ salata.
JACK (DISPERATO)
Oh no!
La mdp compie tre scatti all’indietro, mostrandoci ora, dall’alto, la visuale di
un’isoletta di una cinquantina di metri scarsi di diametro, nel mezzo del nulla.
JACK (C.S.)
Questo è il mare!
La mdp torna a inquadrare Jack che mette piede sulla spiaggia, guardandosi
attorno in preda al panico non vedendo nè una casa nei dintorni nè una barca
all’orizzonte. Dal canto suo lo Spaventapasseri non sembra per nulla
preoccupato, anzi, volge il suo sguardo attorno con notevole curiosità.
SPAVENTAPASSERI
Ah allora è così che è fatto questo famoso mare! Devo dire che me lo immaginavo
più blu...
Jack osserva il colore del mare, notando in effetti come l’acqua abbia una
sfumatura piuttosto grigiastra, poi alza gli occhi al cielo vedendo densi
nuvoloni unirsi tra loro.
JACK
Temo che stia per piovere, dobbiamo trovare un riparo da qualche parte.
SPAVENTAPASSERI (APRENDO L’OMBRELLO)
E perchè mai? Abbiamo questo...
JACK
Se venissero giù dei fulmini, la punta potrebbe attirarli, padrone, e finiremmo
in cenere.
Sentendo queste parole, lo Spaventapasseri osserva l’ombrello, lo chiude di
scatto e lo rivolge con la punta a terra, guardando preoccupato il cielo;
intanto Jack inizia a muoversi lungo la spiaggia, prima camminando, quindi
correndo, la mdp lo segue mostrandoci come il pesaggio dietro di lui scorra
sempre più in fretta. Una dissolvenza in nero ci porta poi a vedere Jack tornare
stremato dalla sua perlustrazione, il fiato corto e lo sguardo basso, finchè non
si accorge di aver raggiunto delle impronte umane. Jack alza speranzoso lo
sguardo, ma quando vede che le impronte sono state lasciate da lui stesso nella
sua perlustrazione, si lascia cadere a terra, affranto. Intanto lo
Spaventapasseri si muove nella direzione del ragazzino, mostrandosi come al
solito gioviale.
SPAVENTAPASSERI
Hey, Jack! Guarda cosa ho fatto!
Jack si volta verso il suo padrone, scorgendo un rifugio artificiale, una sorta
di piccola grotta.
SPAVENTAPASSERI
Bella vero? L’ho fatta coi sassi e con la sabbia bagnata che c’era vicino al
mare. E’ più sicuro della punta di un ombrello, vero?
Jack non risponde, si limita ad annuire. Vedendolo così giù di corda, lo
Spaventapasseri gli va vicino e si siede sulla sabbia.
SPAVENTAPASSERI
Cosa succede?
JACK
Succede che siamo su un’isola deserta, padrone. Nessuno ci abita qui e nessuno
avrebbe interesse a volerci venire. Siamo condannati!
SPAVENTAPASSERI
Ma non ti devi crucciare! Non ti ricordi le parole del mago Taddeo? Ai guai
seguirà la gloria, quindi tutto si risolverà, bisogna solo attendere.
Jack si volta verso lo Spaventapasseri, per la prima volta appare seccato dal
comportamento ingenuo del suo padrone.
JACK
Come possiamo attendere la gloria, se non abbiamo da mangiare?! Forse a lei non
occorre il cibo per sopravvivere, essendo uno spaventapasseri, ma io sono un
bambino! E i bambini devono mangiare per vivere!
Jack incrocia le braccia e si volta dall’altra parte. Lo Spaventapasseri lo
osserva sconsolato, si passa una mano sulla testa, quand’ecco che questo
movimento sembra fargli nascere un’idea.
SPAVENTAPASSERI
Jack...
Jack si volta in direzione dello Spaventapasseri.
SPAVENTAPASSERI
Apri la mano.
Jack, un po’ svogliatamente, ubbidisce; lo Spaventapasseri, allora, usa la mano
e la punta dell’ombrello per premersi la testa alla base del collo. Jack osserva
la scena con notevole perplessità, quand’ecco che lo Spaventapasseri, con
notevole sforzo, riesce a staccarsi nuovamente la testa, poi, tenendola per le
tempie, la pone poco al di sopra della mano di Jack in cui, scuotendo
abbondantemente la testa, lascia cadere una piccola rapa.
SPAVENTAPASSERI
Non è molto, ma è tutto quello che posso offrirti.
JACK (BASITO)
Padrone... ma questo è...
SPAVENTAPASSERI
... un nuovo cervello. Quando mi hanno fatto capitano ho pensato che un
ufficiale senza cervello non sarebbe stato di grande aiuto ai suoi soldati;
quindi sono andato alle cucine e mi sono fatto dare un ortaggio dal cuoco...
Jack osserva lo Spaventapasseri, che sta tenendo la sua testa sotto il braccio,
è visibilmente commosso.
JACK
Io... io non posso accettare, padrone, questa rinuncia è troppo grossa per lei.
SPAVENTAPASSERI
Non posso lasciarti morire di fame, la rinuncia sarebbe anche più grande.
Jack osserva lo Spaventapasseri, una lacrima di gratitudine gli sfugge dagli
occhi, poi inizia a sbocconcellare l’ortaggio, non finendola tuttavia, ma
porgendo ciò che ha avanzato al suo padrone.
JACK
Penso che per oggi possa bastare.
Lo Spaventapasseri inserisce nuovamente la rapa all’interno della sua testa,
emettendo ridolini da solletico.
SPAVENTAPASSERI
Molto bene, allora possiamo andare a dormire.
Alzatisi da terra, i due si recano al rifugio costruito dallo Spaventapasseri,
ma arrivati all’ingresso si accorgono con sorpresa che ora essa è occupata da
due uccellini dal colore quasi azzurrino, che vi hanno costruito il nido.
SPAVENTAPASSERI (STIZZITO)
Eh no! Questo rifugio serve a noi stanotte! Già non andrebbe bene se fosse
qualcun altro a occuparcelo, ma degli uccelli proprio no!
JACK
No, padrone, aspetti, guardi un attimo...
Jack mostra il nido costruito dai due uccellini, all’interno ci sono tre piccole
uova.
JACK
... cercavano solo un posto dove tenere al riparo i loro piccoli.
Lo Spaventapasseri osserva il nido, poi i due uccellini con una smorfia di vago
fastidio, poi fa un cenno di accondiscendenza con la mano.
SPAVENTAPASSERI (SECCATO)
E va bene, si tengano il rifugio.
Allontanatosi di qualche passo assieme a Jack, lo Spaventapasseri si siede sotto
una palma, con la testa sempre sotto il braccio.
SPAVENTAPASSERI (BRONTOLANDO)
Prima mi mangiano il cervello, poi mi rubano il letto, per fortuna agli uccelli
non occorrono vestiti.
DISSOLVENZA IN NERO
SCENA 29 - EST. ISOLA - GIORNO
Un tiepido sole illumina il viso di Jack, che apre lentamente gli occhi,
sbadigliando. La mdp riprende il suo punto di vista, mostrandoci, prima sfumati
poi sempre più delineati, due gabbiani che osservano in maniera ravvicinata il
ragazzino. Alla loro vista, Jack, spaventato, scatta seduto a terra facendo
indietreggiare i due gabbiani. Jack fa per scacciare i due volatili, quando
qualcosa a noi celato lo blocca; tenendo lo sguardo fermo di fronte a sè, Jack
scuote il suo padrone che riposa al suo fianco.
JACK (IN APPRENSIONE)
Padrone...
Lo Spaventapasseri si mette seduto, stringendo la testa come se fosse un
orsacchiotto di pelouche, poi si volge verso Jack.
SPAVENTAPASSERI (ASSONNATO)
Che succede?
Jack indica qualcosa avanti a sè e quando lo Spaventapasseri si gira in
direzione del dito, anche lui rimane sconcertato. La mdp finalmente inquadra
l’oggetto dello stupore dei due naufraghi: sul tema iniziale de “La gazza ladra”
di Rossini, infatti, vediamo che l’isola è piena di uccelli. Oltre infatti ai
gabbiani vediamo pellicani, anatre, merli, fenicotteri, struzzi, ogni genere di
pennuto possibile, tutti rigorosamente in coppia e tutti intenti ad osservare lo
Spaventapasseri e Jack.
SPAVENTAPASSERI (A BASSA VOCE)
Non avevi detto che non c’era nessuno su quest’isola?
JACK (A BASSA VOCE)
E’ così, infatti.
SPAVENTAPASSERI (C.S.)
Ma allora cosa sta succedendo?
VOCE FEMMINILE (F.C.)
Succede che state assistendo ad una riunione straordinaria del Grande Congresso
degli Uccelli.
Jack e lo Spaventapasseri alzano lo sguardo, per vedere un vecchio corvo
grigiastro appollaiato su di un ramo.
SPAVENTAPASSERI (INTERESSATO)
Una riunione straordinaria? Accidenti, interessante davvero, non avevo mai visto
tante specie di uccelli una diversa dall’altra.
JACK (SCONVOLTO)
Padrone! Quel corvo ha appena parlato!
SPAVENTAPASSERI
Innanzitutto quel corvo è una lei, Jack, eppoi non facciamoci vedere stupefatti
di fronte al nemico. Tutti gli uccelli parlano, in fondo.
JACK (C.S.)
Ma io finora lo avevo sentito fare solo ai pappagalli e si limitavano a ripetere
quello che dicevano le persone!
CORVO (INDISPETTITA)
Lo fanno per non insospettire troppo voi umani, in realtà siamo perfettamente in
grado di esprimerci, tant’è che lo sto facendo adesso.
SPAVENTAPASSERI
E perchè ci state permettendo di assistere al vostro congresso?
CORVO
Dobbiamo trattare un tema che vi riguarda da vicino, ma non tocca a me
parlarvene, qualcuno di molto più importante di me lo farà...
Il corvo volge il becco verso la sua sinistra, la mdp inquadra ora i vari
uccelli disporsi ordinatamente in due file contrapposte in modo da formare un
corridoio perfettamente dritto tra loro.
CORVO (SOLENNE)
Vi presento il re e la regina degli uccelli.
Quando gli uccelli si sono disposti ecco apparire, in fondo al corridoio, due
maestose aquile reali, dalla postura fiera e autoritaria; Jack e lo
Spaventapasseri le osservano ammutoliti dallo stupore, ma lo stupore cresce
ancora di più quando le due aquile si spostano ai lati del corridoio mostrando i
due uccellini dal piumaggio azzurro della sera precedente. I due uccellini si
muovono a saltelli mentre gli altri volatili si inchinano profondamente al loro
passaggio; quando i due sovrani giungono al cospetto dello Spaventapasseri, la
regina gli si rivolge in tono gentile.
REGINA DEGLI UCCELLI (PACATA)
Sono ben lieta di poterle rivolgere la parola, lord Spaventapasseri. Scusi se
abbiamo abusato della sua ospitalità ieri notte, ma avevamo bisogno di sondare
la sua nobiltà d’animo.
Ora a parlare è il re degli uccelli, con una voce sorprendentemente baritonale.
RE DEGLI UCCELLI
Abbiamo sentito cose straordinarie sul suo conto, messere, e molti testimoni
delle sue gesta sono qui a testimoniarle. Non è vero, signor Gufo?
La mdp si sposta rapidamente sul ramo di un albero, dove vediamo appollaiata una
coppia di gufi.
GUFO (ANNUENDO)
Sì sì, è lui che ha tratto in salvo il mio piccolino, quando era caduto dal nido
mentre noi eravamo fuori a procacciare cibo.
Tra i due gufi spunta un gufetto più piccolo, che saluta lo Spaventapasseri con
l’ala e producendo una risata cristallina; lo Spaventapasseri ricambia il
saluto, per poi volgere la testa in direzioni di due voci che stanno parlando
all’unisono. Si tratta di due pappagallini del genere inseparabili, posizionati
su di una roccia.
PAPPAGALLINI (INSIEME)
E’ vero! Noi eravamo rinchiusi in una voliera, assieme ad altri colleghi, nella
piazza di un paesino e lui ci ha liberati!
RE DEGLI UCCELLI
Grazie, signori Pappagallini. E tu, Nonna Corvo, anche la tua famiglia deve dei
ringraziamenti a lord Spaventapasseri, giusto?
La mdp torna a inquadrare il vecchio corvo.
NONNA CORVO
Dice il vero, maestà, infatti lord Spaventapasseri ha concesso a mio nipote
Marcello di nutrirsi con il suo cervello dato che il poverino non toccava cibo
da quasi una settimana.
Un “Ooh” di stupore si leva dagli altri pennuti, mentre lo Spaventapasseri cerca
di dar poco peso alla faccenda.
SPAVENTAPASSERI
Oh, via, era solo un piccolo cervello, niente di che...
REGINA DEGLI UCCELLI
Non sminuire le tue gesta, Spaventapasseri. Tu hai aiutato molti di noi quando
più ne avevano bisogno. Ora saremo noi ad aiutare te. Faremo in modo che tu
possa finalmente appropriarti di Valle delle Sorgenti.
Alle parole della regina, lo Spaventapasseri salta in piedi, colmo di gioia.
SPAVENTAPASSERI (ENTUSISTA)
Dite sul serio? Siete in grado di farlo?
REGINA DEGLI UCCELLI
Noi personalmente no, ma la qui presente Nonna Corvo sa esattamente cosa fare.
SPAVENTAPASSERI (C.S.)
Fantastico! Però con me dovrà venire anche Jack; è il miglior scudiero che abbia
mai avuto e non potrei mai fare a meno di lui.
Lo Spaventapasseri scuote i capelli di Jack, che sorride un po’ imbarazzato.
RE DEGLI UCCELLI
Questo era scontato. Ma prima sarà meglio sistemare la tua testa...
Ad un cinguettìo del re, due rondini si alzano in volo verso lo Spaventapasseri,
prendendo col becco i fili della sua casacca da capitano e sfilacciandogliela
tutta, mentre una coppia di struzzi afferra la testa dello Spaventapasseri
tenendogliela ben ferma sul collo. Intanto le rondini passano i fili a una
coppia di picchi, che con il loro lungo becco li fanno passare tra le cuciture;
così in pochi minuti, la testa dello Spaventapasseri è tornata più salda di
prima al suo posto.
RE DEGLI UCCELLI
Magnifico. Ora però dovete sbrigarvi, dovete recarvi al tribunale della città di
Bella Fontana prima che chiuda.
JACK
Ma siamo intrappolati su quest’isola, come faremo ad andarcene?
RE DEGLI UCCELLI (CON ORGOGLIO)
Qui lasciate fare a noi.
SCENA 30 - EST. CIELO - POMERIGGIO
La mdp inquadra un cielo azzuro, attraversato qua e là da piccole nuvole bianche
dalla forma allungata. La mdp si muove rapidamente facendo vedere le nuvole che
scorrono rapide nel cielo finchè, dietro una di queste (accompagnate nuovamente
dal tema iniziale de “La gazza ladra di Rossini”), ecco apparire lo
Spaventapasseri e Jack, a cavallo di due bellissime cicogne. In mezzo a loro c’è
Nonna Corvo, con la quale lo Spaventapasserista conversando amabilmente, mentre
Jack appare decisamente più inquieto.
SPAVENTAPASSERI
... era davvero una scopa bellissima. Ma sono certo che la ritroverò, un giorno.
NONNA CORVO
Sono certa che sarà così. Oh guarda, siamo arrivati, questa è Valle delle
Sorgenti.
Lo Spaventapasseri, al colmo dell’eccitazione, guarda in basso, ma lo spettacolo
che gli si pare davanti agli occhi è piuttosto scoraggiante: il terreno è arido,
gli alberi sono morti e le acque dei torrenti imputridite, mentre enormi
casermoni sono sparsi lungo il territorio, emettendo un denso fumo nero.
SPAVENTAPASSERI (PERPLESSO)
Non assomiglia per niente al luogo che mi immaginavo. Che ne è delle sorgenti?
NONNA CORVO (SCONSOLATA)
Prosciugate e con loro i pozzi. I Buffaloni si sono appropriati di questi luoghi
per costruire le loro fabbriche di veleni, con le quali hanno inquinato i fiumi
e rovinato i raccolti dei contadini, detengono il monopolio dell’acqua e la
fanno pagare ad un prezzo esorbitante a tutti i cittadini.
SPAVENTAPASSERI (INDIGNATO)
Tutto questo è inammissibile!
NONNA CORVO
Puoi dirlo. Un tempo questa valle era un paradiso, per gli uomini e per tutti
gli animali, compresi noi uccelli, ma ora non è altro che una landa invivibile.
Nonna Corvo volge il becco verso lo Spaventapasseri.
NONNA CORVO
Per questo vogliamo che passi in mano tua, siamo sicuri che con te tornerà a
essere lo splendore di un tempo.
Lo Spaventapasseri annuisce.
SPAVENTAPASSERI
Vi prometto che sarà così.
NONNA CORVO
Non l’ho mai dubitato. Ci siamo, ecco Bella Fontana. Preparatevi a scendere!
Detto questo, Nonna Corvo e le due cicogne iniziano il loro atterraggio tramite
una spirale discendente.
SCENA 31 - EST. PIAZZA - POMERIGGIO
Le due cicogne e Nonna Corvo atterrano nella piazza di fronte al tribunale,
vista poco fa. Jack e lo Spaventapasseri calano dalle loro cavalcature alate,
tra lo stupore dei paesani; intanto Nonna Corvo continua a parlare allo
Spaventapasseri.
NONNA CORVO
Ora dovete entrare in tribunale e registrare l’istanza di rivendicazione della
valle a nome di lord Spaventapasseri.
Nonna Corvo si ferma un attimo a osservare lo Spaventapasseri, poi guarda Jack
per poi rivolgersi a lui.
NONNA CORVO
Forse è meglio che sia tu a parlare, una volta lì dentro; sai com’è, tra
umani...
JACK
Ma io non so come ci si comporta in questi luoghi!
NONNA CORVO
Fidati, non dovrai fare altro che raccontare come hai incontrato il tuo padrone
e delle vicissitudini accadutevi in questi giorni. Io intanto andrò a cercare
chi di dovere per portare a termine questa vicenda. Buona fortuna, ragazzo.
Detto questo Nonna Corvo spicca nuovamente il volo, accompagnata dalle cicogne.
SCENA 32 - INT. TRIBUNALE - POMERIGGIO
La mdp inquadra in primo piano un uomo rubizzo, stempiato e con un paio di
occhialetti tondi in cima al naso, sta parlando in modo concitato con qualcuno.
UOMO (INFASTIDITO)
Ho detto di no! Voi non siete in elenco per tanto non potete apparire davanti
alla corte d’assise!
La mdp allarga l’inquadratura, mostrandoci Jack e lo Spaventapasseri di fronte
all’uomo, seduto a una scrivania ricolma di scartoffie.
JACK
Lei non capisce. E’ una questione della massima importanza, eppoi non ci
vorranno più di cinque minuti.
Un secondo uomo, in abiti umili, sente il discorso ed esorta il funzionario.
PAESANO
Su forza, li faccia contenti! Non mi è mai capitato di vedere uno
spaventapasseri in tribunale!
Un coro di risate si alza dalla gente in fila dietro a Jack e allo
Spaventapasseri; intanto il ragazzino continua a cercare di convincere il
funzionario.
JACK (SUPPLICHEVOLE)
Sarà un processo semplicissimo, il mio padrone è il legittimo proprietario di
Valle delle Sorgenti e una volta chiarito ciò non dovrà fare altro che prenderla
alla famiglia Buffaloni e riportare la valle al suo antico splendore.
Alle parole di Jack, un brisìo si alza dalla gente dietro di lui, riusciamo a
sentire alcune frasi nel vociare indistinto.
VOCE 1
Avete sentito?
VOCE 2
Proprietario della valle, sarà vero?!
VOCE 3
Ma no, l’avete visto bene? E’ uno spaventapasseri...
VOCE 4
Certo non mi dispiacerebbe vedere quei Buffaloni in braghe di tela,
finalmente...
Il funzionario resta impassibile alle parole di Jack.
FUNZIONARIO
Ah si tratta di questo, eh?
Il funzionario prende un campanellino e lo agita. Da una porta di fianco a lui
ecco arrivare due gendarmi in divisa.
FUNZIONARIO
Arrestateli.
I due gendarmi, infilano le manette sia a Jack che allo Spaventapasseri.
JACK (SPAVENTATO)
Cosa significa?!
FUNZIONARIO
Che sarete processati per direttissima. Volevate vedere un giudice? Eccovi
accontentati! Vi do anche l’opportunità di difendervi da soli. (rivolto alle
guardie) Portateli in cella, il processo sarà domani mattina alle dieci.
I due gendarmi scortano lo Spaventapasseri e Jack all’esterno del tribunale di
tribunale, seguiti dalle altre persone presenti in tribunale, curiose di vedere
come finirà.
STACCO
SCENA 33 - INT. AULA DI TRIBUNALE - GIORNO
Siamo, infine, tornati all’interno dell’aula. Jack ha ultimato il suo lungo
racconto di fronte al giudice e alla giuria.
JACK
Questo è quanto, vostro onore. Dopo una notte in prigione siamo stati portati
qui per il processo...
Il giudice non dice nulla, ma osserva Jack a mani unite a pungno, con gli indici
che spuntano fuori e appoggiati alla bocca.
GIUDICE (SIBILANDO)
Calunnie...
Il tono usato dal giudice colpisce sia Jack, che la giuria e il servile avvocato
Cercorelli.
GIUDICE (C.S.)
... queste non sono altro che calunnie nei confronti della mia famiglia! E tu
pensi che si possa dare addito a una storia piena di... panzane! Non bastavano
tutte quelle raccontate finora! Ora ci vorresti anche far credere che gli
uccelli parlano e che hanno indetto un consiglio speciale per aiutarvi?! Dove
sono le prove?!
NONNA CORVO (F.C.)
Proprio qua!
Da una finestrella entra volando Nonna Corvo, che si va a posare sulla spalla
destra di Jack.
SPAVENTAPASSERI
Nonna Corvo!
NONNA CORVO
Scusate il ritardo, ma il posto in cui sono dovuta andare è piuttosto lontano e
io ho un’età.
JACK
L’importante è che tu sia arrivata in tempo.
GIUDICE (BASITO)
Ma quel corvo parla!
SPAVENTAPASSERI
Ma certo! Glielo abbiamo spiegato fino ad ora, ma che non ha sentito?
Un coro di risate si alza dal pubblico, che il giudice provvede a sedare
picchiando ripetutamente il suo martelletto.
GIUDICE
Fate silenzio! Volete spiegarmi cos’è questa pantomima?
NONNA CORVA
E’ solo l’atto finale di questo processo...
Nonna Corvo si volta verso Jack e sembra suggerirgli qualcosa all’orecchio; Jack
annuisce, poi si volta verso il giudice e parla con voce trionfale.
JACK
Vostro onore! Chiamo a deporre i coniugi Piccolini!
Dalla porta dell’aula di tribunale un’anziana coppia: un uomo (Mark Margolis),
dai radi capelli bianchi ma con folte sopracciglia nere e un’espressione
scocciata sul volto e una donna (Rosemary Harris) anche lei con i capelli
bianchi, coperti in parte da un fazzoletto azzurro ma dall’aspetto decisamente
più pacifico del marito.
SIGNORA PICCOLINI (TIMIDAMENTE)
Salve. Scusate il ritardo, ma con il carretto ci siamo persi due volte e mio
marito è troppo orgoglioso per chiedere indicazioni a qualcuno...
Altre risate da parte della folla, mentre il signor Piccolini guarda stizzito la
moglie.
Un rapido Stacco e ecco che vediamo entrambi i coniugi seduti al banco dei
testimoni, Jack, con sempre sulla spalla Nonna Corvo, li sta interrogando,
mentre il giudice e l’avvocato Cercorelli sono ancora basiti dall’arrivo del
corvo parlante.
JACK
Signori Piccolini, sapreste riconoscere lo spaventapasseri seduto a quel tavolo?
Jack indica, ovviamente, lo Spaventapasseri, che saluta con la mano i coniugi.
SIGNORA PICCOLINI
Oh ma certo, era lo Spaventapasseri del signor Pandolfo, il nostro confinante di
terreno. Era una pasta d’uomo...
SIGNOR PICCOLINI
Uno scocciatore, altro che “pasta d’uomo” non faceva che chiederci favori...
SIGNORA PICCOLINI
Non è vero. Non dar retta a mio marito, è solo un vecchio orso, il signor
Pandolfo era davvero una persona per bene, gentile e premurosa con tutti, uomini
e animali che fossero. Lui e la tua amica Nonna Corvo erano inseparabili, sai?
JACK
Vuole spiegare ai signori della corte perchè continua a parlare di lui al
passato?
SIGNORA PICCOLINI (SCONSOLATA)
Perchè non c’è più, purtroppo, è morto lo scorso inverno.
JACK
E alla sua morte che ne è stato della sua proprietà.
SIGNORA PICCOLINI
E’ rimasta abbandonata, lui non aveva una famiglia e gli unici parenti che aveva
erano dei lontani cugini... (la signora osserva il giudice) i Buffaloni, ma il
signor Pandolfo li considerava solo un gruppo di approfittatori e non voleva che
niente di suo ricadesse nelle loro mani?
JACK
E che ne fu dello spaventapasseri?
SIGNORA PICCOLINI
Quello lo prese mio marito. Tutti nei dintorni erano invidiosi di come
quell’oggetto spaventasse così bene gli uccelli, così alla morte di Pandolfo mio
marito lo rubò.
Alle parole della signora Piccolini, lo Spaventapasseri sorride orgoglioso.
SIGNOR PICCOLINI (INDIGNATO)
Io non l’ho rubato! L’ho solo recuperato per riutilizzarlo! Quelli che l’hanno
preso a noi, quelli sì che l’hanno rubato!
JACK
Quindi non sapevate che fine avesse fatto lo spaventapasseri?
SIGNOR PICCOLINI
Purtroppo no, dopo di noi potrebbe essere passato in decine di mani diverse, era
molto ricercato come spaventapasseri.
Lo Spaventapasseri gongola sempre di più sentendo i complimenti riguardanti lui.
Jack intanto continua a parlare, seguendo i suggerimenti di Nonna Corvo.
JACK
Che rapporto aveva il signor Pandolfo con Valle delle Sorgenti?
SIGNORA PICCOLINI
Oh era una sua proprietà, lo scoprimmo qualche giorno prima che lui morisse.
SCENA 34 - INT. CASCINA - NOTTE
Vediamo i coniugi Piccolini seduti ad una tavola di legno; assieme a loro c’è un
uomo basso e dai folti baffi neri, evidentemente il signor Pandolfo. Ha davanti
a sè un foglio di carta e un calamaio; sta dicendo qualcosa ai coniugi, ma noi
non lo sentiamo dal momento che la scena è commentata dalla voce fuori campo
della signora Piccolini.
SIGNORA PICCOLINI (F.C.)
Diceva che non gli importava nulla di far valere il proprio diritto di proprietà
su quelle terre, ma che tuttavia lo avrebbe fatto se i Buffaloni se ne fossero
appropriati.
Vediamo il signor Pandolfo scrivere qualcosa sul foglio, poi chiuderlo e
sigillarlo con della cera.
SIGNORA PICCOLINI (F.C.)
Per cui ci chiamò come testimoni e per nominarci tenutari del documento in cui
si attestava che chiunque fosse stato trovato in possesso dell’atto di proprietà
di Valle delle Sorgenti ne sarenne diventato immediatamente il padrone.
Il signor Pandolfo porge il documento sigillato ai coniugi.
SCENA 35 - INT. AULA TRIBUNALE - GIORNO
Siamo nuovamente in aula, Jack sta ponendo le ultime domande ai coniugi.
JACK
Voi non siete a conoscenza di dove il signor Pandolfo abbia messo l’atto di
proprietà?
SIGNORA PICCOLINI
No, purtroppo, quello preferì nasconderlo in un posto sicuro di cui solo lui era
a conoscenza.
SIGNOR PICCOLINI (BRONTOLANDO)
Quel che è certo è che non l’ha dato a noi, sennò col cavolo che ero qui.
La signora Piccolini dà una gomitata al marito, mentre Jack continua ad
ascoltare i suggerimenti di Nonna Corvo. Quest’ultimo devo colpirlo
particolarmente, dato che sgrana gli occhi, basito, per poi annuire.
JACK (A NONNA CORVO)
Molto bene...
Jack si volta verso lo Spaventapasseri, il suo volto tradisce una certa
emozione.
JACK
Lord Spaventapasseri, vuole per cortesia aprire il lembo sinistro della sua
giacca?
Lo Spaventapasseri annuisce e cerca di aprire la giacca ma, avendo al posto
della mano sinistra un ombrello, gli risulta impossibile e deve farlo con la
destra; non appena la giacca è aperta, Nonna Corvo si alza in volo e con il
becco ne strappa la fodera interna, per estrarne un foglio di carta in una busta
di tela cerata. Alzatasi di nuovo in volo, Nonna Corvo torna sulla spalla di
Jack che estrae il foglio dalla busta e lo porge al primo giurato.
JACK
Signor giurato, può leggere gentilmente di che si tratta?
CAPO GIURIA (SBIGOTTITO)
E’ l’atto di proprietà di Valle delle Sorgenti!
Un sommesso brusìo si alza dalla folla, mentre Jack si avvicina nuovamente ai
coniugi Piccolini.
JACK
Signora Piccolini, ha con sè il documento consegnatovi dal signor Pandolfo?
SIGNORA PICCOLINI
Certamente, eccolo, è ancora intatto.
La signora estrae dalla borsa una piccola busta ancora sigillata, Jack la apre e
la porge al capo giuria.
JACK
Vuole gentilmente dare un’occhiata alle firme?
Il capo giuria le osserva per qualche secondo, poi alza lentamente lo sguardo.
CAPO GIURIA (C.S.)
Combaciano alla perfezione!
Il brusìo aumenta e il giudice è costretto a battere così forte il martelletto
da romperlo in due, per poi balzare in piedi.
GIUDICE (URLANDO)
Silenzio! Questo non dimostra un bel niente! La famiglia Buffaloni è venuta qui,
portando le sue industrie, portando il progresso, asciugando le sorgenti e i
pozzi in modo che i bambini non vi potessero cadere e annegarvi e dando un
lavoro a tutti i contadini rimasti disoccupati dopo la siccità! Vi ordino quindi
di deliberare il verdetto, tenendo conto di questo e del fatto che gli imputati
qui presenti sono uno un orfano e l’altro uno Spaventapasseri a cui, tra
l’altro, manca anche una mano.
Dopo questa sfuriata quasi infantile, il giudice si accascia sulla sedia,
attendendo il responso. I giurati si riuniscono tra loro, parlottando per una
decina scarsa di secondi, finchè il capo giuria non si alza in piedi.
CAPO GIURIA
Vostro onore, noi riteniamo entrambi gli imputati non colpevoli. Inoltre
dichiariamo che il qui presente lord Spaventapasseri è il legittimo propietario
di Valle delle Sorgenti e che, per tanto, ogni fabbrica di proprietà della
famiglia Buffaloni deve essere demolita e che le spese per il ripristino e la
depurazione dell’acqua siano responsabilità della famiglia Buffaloni stessa.
Alla fine del verdetto, il pubblico si alza in piedi, esplodendo di gioia e, con
in sottofondo il “Rondò (allegro vivace)” di Niccolò Paganini la gente, prende
sulle spalle lo Spaventapasseri e Jack, portandoli in trionfo fuori dal
tribunale, dove rimangono solamente il giudice e l’avvocato Cercorelli,
sbigottiti.
Girandosi verso l’avvocato, il giudice gli si rivolge digrignando i denti.
GIUDICE (FURIOSO)
Lei è licenziato.
SCENA 36 - EST. CITTA’ - GIORNO
Sempre sulle note di Paganini, la folla plaudente trascina in trionfo lo
Spaventapasseri e Jack per le vie della città, lanciando in aria cappelli e
urlando trionfalmente, mentre Nonna Corvo vola sopra di loro.
Lo Spaventapasseri intanto saluta i paesani salutandoli con ampi gesti della
mano, mentre gli abitanti di Bella Fontana adesso lo portano all’interno di
varie botteghe.
Con una serie di stacchi vari ecco quindi lo Spaventapasseri venir portato in un
negozio di abiti su misura ed uscirne con un elegante completo formato da giacca
e pantaloni blu con camicia celeste; un altro stacco e vediamo il vecchio
ombrello venir sostituito da uno più nuovo e decisamente in miglior stato; altro
stacco e ci troviamo in un negozio di frutta e verdura, dove vediamo la testa
dello Spaventapasseri staccata dal corpo e capovolta, tenuta dal piccolo Jack,
mentre un uomo tarchiamo e calvo, il fruttivendolo, estrae il torsolo di rapa
dalla testa per sostituirlo con una bella mela rossa e succosa, con dei piccoli
bozzi che ricordano i lineamenti di una faccia. Mentre gli sostituituiscono il
“cervello”, lo Spaventapasseri ride come se sentisse il solletico, poi la testa
viene riattaccata al corpo con l’accurato intervento di due sartine che la
ricuciono con un doppio filo dorato e per finire sulla sua testa viene posato un
elegante panama bianco.
Con un ultimo stacco vediamo quindi lo Spaventapasseri e Jack portati in trionfo
fino a una vecchia cascina di notevoli dimensioni, anche se ormai in rovina e su
un terreno arido e secco. Posati a terra, lo Spaventapasseri e Jack la osservano
a lungo con un misto di stupore e commozione.
SPAVENTAPASSERI
Hai visto Jack? Alla fine la previsione del mago era esatta, i guai si sono
trasformati in totale trionfo.
JACK (ANNUENDO)
Aveva ragione, signore, fin dall’inizio. Quindi questa sarà la casa dove abiterà
d’ora in poi?
SPAVENTAPASSERI (SORRIDENDO)
E dove abiterai anche tu, Jack se lo vorrai. Del resto non vorrai farmi abitare
in questa casa da solo?
NONNA CORVO (POSANDOSI SU JACK)
Oh ma non sarete soli, voi due. Guarda lassù.
Lo Spaventapasseri e Jack alzano gli occhi al cielo. La mdp riprende il loro
punto di vista, mostrandoci le due cicogne che li avevano portati a Bella
Fontana; una delle cicogne porta nel becco un fagotto bianco dal quale sporge
qualcosa di lungo e sottile. A un certo punto la cicogna lascia cadere il
fagotto, che si apre a mo’ di paracadute, rivelandoci che l’oggetto trasportato
è la ben nota scopa della fattoria. Alla sua vista, gli occhi dello
Spaventapasseri si illuminano e corre nella direzione in cui lei sta scendendo,
per prenderla dolcemente al volo con le braccia distese: l’immagine sembra la
versione in chiave parodistica di uno sposo che varca la soglia della sua nuova
casa con la consorte (anche il fagotto richiama lo strascico bianco del vestito)
e, guardandolo, Jack non può fare a meno di sorridere.
DISSOLVENZA INCROCIATA
SCENA 37 - EST. FATTORIA/CAMPAGNA - TRAMONTO
Sul volto di Jack bambino si sovrappone quello di un giovane uomo adulto (Matt
Damon), mentre in sottofondo sentiamo “La primavera” di Antonio Vivaldi. L’uomo
sembra guardare il panorama attorno a lui; la mdp inquadra inizialmente un
terreno secco e sterile, che viene lentamente sostituito da un campo rigoglioso,
ricco di ortaggi; l’inquadratura successiva è quella del letto secco di un fiume
con attorno una serie di alberi secchi e spogli, trasformatosi, con la
dissolvenza incrociata in un ridente ruscello attorno al quale gli alberi pieni
di fronde offrono riparo a uccelli cinguettanti; infine la mdp torna alla
vecchia cascina abbandonata, trasformata in una bellissima fattoria, dalla cui
porta principale esce una giovane donna incredibilmente attrente (Jessica Alba),
che osserva l’uomo con sguardo amorevole.
GIOVANE DONNA
Jack.
L’uomo, evidentemente Jack cresciuto, si volta in direzione della donna e le
sorride.
GIOVANE DONNA (SORRIDENDO)
La cena è in tavola.
JACK
Arrivo, Rosina. Bambini, andiamo!
Mentre Jack si muove verso la casa, ecco che tre piccoli bambini lo superano
correndo e fiondandosi all’interno della casa. Arrivato davanti alla porta, Jack
cinge la vita di sua moglie Rosina e la bacia.
ROSINA (C.S.)
Andiamo, sennò si fredda...
Lo sguardo di Rosina si volge poi verso qualcosa oltre l’inquadratura, che non
ci è dato di vedere.
ROSINA
Il tuo amico non viene dentro con noi?
JACK
Oh no, credo che stia molto meglio qua fuori. E poi lo sai...
Sempre tenendo Rosina per la vita, Jack entra in casa.
JACK
... lui non mangia
Un rapido stacco e vediamo lo Spaventapasseri ballare con la sua amata scopa su
una collina poco distante dalla fattoria, i movimenti coincidono con la musica
di Vivaldi e quando i due si avvicinano danzando allo schermo, esso diventa
completamente nero.
Fine
La musica che accompagna i titoli di coda è “Non puoi dire di no” di Paola e
Chiara
Un film di Sam Mendes
Personaggi e interpreti:
Spaventapasseri............Jim Carrey
Jack.......................Hunter Clary
Il giudice.................Dustin Hoffman
Avvocato Cercorelli........John Lithgow
Rigatelli..................Paul Sorvino
Sergente Bombardo..........Ron Perlman
Il mago....................Christopher Lloyd
Contadina..................Olimpia Dukakis
Contadino..................George Dzundza
Gasparone..................Abraham Benrubi
Signor Piccolini...........Mark Margolis
Signora Piccolini..........Rosemary Harris
Vecchina...................Gloria Stuart
e con la partecipazione di:
Matt Damon.................Jack adulto
Jessica Alba...............Rosina
la voce di Nonna Corvo è di Angela Lansbury
Questo film partecipa ad un gioco di cinema virtuale senza alcuno scopo di lucro
(www.cinematik.it).